Mille interventi per la Polizia Scientifica di Aosta nel 2010

Per i sette specialisti locali la grande maggioranza delle analisi è stata svolta nell’ambito del rilevamento delle impronte digitali, a seguito della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Nello stesso periodo, nessun caso di omicidio.
Incontro-dibattito “L’investigazione di Polizia tra fiction e realtà”
Cronaca

“Nel 2010, la Polizia Scientifica di Aosta ha effettuato un migliaio d’interventi, anche se nessuno per casi di omicidio”. A rendere noto il dato è stato questo pomeriggio il Questore di Aosta, Maurizio Celia, durante l’incontro-dibattito “L’investigazione di Polizia tra fiction e realtà”, che ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni per il 159° anniversario della fondazione della Polizia di Stato.

“La Polizia Scientifica – ha ricordato Celia – è la struttura centralizzata che interviene quando, per l’espletamento di accertamenti di polizia giudiziaria e preventiva, sono richieste particolari competenze nel campo delle scienze biologiche, chimiche, fisiche, dattiloscopiche e mediche”.

Dal Servizio dipendono i Gabinetti Interregionali e Regionali, i Gabinetti Provinciali ed i Posti di Segnalamento e Documentazione. “Dalla sua nascita in Italia, che risale al 1902 – ha spiegato il Questore di Aosta – la Scientifica ha continuamente migliorato le sue capacità d’intervento, grazie anche all’introduzione di tecnologie all’avanguardia, e ha acquisito una grande esperienza che ha posto sempre al servizio del cittadino e delle istituzioni”.

Di rilievo anche l´attività di formazione professionale e di specializzazione svolta dal Servizio, presso il quale sono stati formati e si formano tutti gli operatori della Polizia Scientifica che operano a livello nazionale.

Tra questi, ci sono anche i sette operatori esperti in indagini tecniche che fanno parte della squadra di Aosta. “Generalmente svolgiamo una grossa attività di routine – ha spiegato il Sovrintendente Capo del Gabinetto provinciale, Vincenzo Scagliotti – soprattutto nell’ambito del rilevamento delle impronte digitali, a seguito della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Poi ci sono tutti gli interventi sul luogo di un evento, reato o incidente, su esplicita richiesta della Polizia giudiziaria o direttamente della Magistratura. Anche se fortunatamente, è un bel po’ che non ci capitano più casi di omicidio”.

“Si tratta di un lavoro spesso fondamentale per la soluzione dei casi più complicati – ha concluso Celia – che comunque non sostituisce ma si affianca, come complemento, alle indagini tradizionali”.

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