Intramoenia, 25 citati a giudizio dalla Corte dei Conti per un danno da 1,4 milioni

Si tratta di amministratori, dipendenti e revisori, attuali ed ex, dell’Usl della Valle d’Aosta. Per il procuratore Lorelli il deficit registrato dall’intramoenia negli anni 2019, 2020 e 2021 è stato coperto dalla fiscalità generale, quindi con risorse “sottratte da altre attività”.
Bonatesta Lorelli
Cronaca

E’ il giugno 2022 quando la Guardia di finanza segnala alla Procura regionale della Corte dei conti l’esistenza di un potenziale danno erariale nella contabilità dell’attività di libera professione intramuraria svolta nell’ambito dell’Usl della Valle d’Aosta. Ne è conseguita una specifica delega d’indagine, attribuita al Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Aosta, che ha innescato acquisizioni documentali e approfondimenti successivi.

Chiusi nell’ottobre 2025, gli accertamenti hanno evidenziato un’ipotesi di danno di un milione, 413mila 199,31 euro. Ciò ha portato inizialmente, nel novembre dell’anno scorso, ad un invito a dedurre a venticinque tra amministratori, dirigenti, dipendenti e revisori dei conti dell’azienda Usl della Valle d’Aosta, attuali ed ex. Quindi, ritenendo la Procura che le deduzioni ricevute non superassero le contestazioni, all’inizio del 2026 è partita la citazione a giudizio, con udienza in calendario per il prossimo 23 settembre.

Il mancato adeguamento tariffario

Il fulcro dell’indagine è nel fatto che – come ha spiegato oggi, giovedì 30 aprile, il procuratore regionale Quirino Lorelli – “nel determinare le tariffe che l’utente finale paga per l’intramoenia, ciascuna azienda sanitaria ha il dovere preciso di fissarle per coprire almeno i costi di produzione dell’attività”. Questi sono composti da voci relative all’uso degli ambulatori, dell’eventuale personale di supporto e delle attrezzature, cui “si aggiunge la remunerazione, con una quota per l’azienda e per il professionista” che effettua la prestazione.

Le normative in materia prevedono che questa attività, per cui è prescritta la tenuta di una contabilità specifica (differenziata da quella aziendale), vada svolta in regime di pareggio di bilancio, vale a dire “non ci devono essere costi, per l’utenza finale, diversi da quelli della prestazione”. Stando all’indagine, che prende in esame gli anni dal 2019 al 2021 (perché “quelli prima sono finiti nella tenaglia della prescrizione”), “l’Asl non si è mai preoccupata di garantire l’adeguamento delle tariffe” e l’intramoenia “è stata erogata in perdita”.

Le risorse “sottratte da altre attività”

La ripercussione, ha spiegato Lorelli, è che “la perdita va coperta dalla fiscalità generale”, quindi vanno “sottratte risorse da altre attività per coprire questo disavanzo”. Al riguardo, il comandante del Nucleo, il tenente colonnello Luca Bonatesta, ha spiegato che “i bilanci dell’azienda sanitaria di quegli esercizi erano in avanzo, ma andando a verificare la nota integrativa si evidenziava che la contabilità separata dell’attività intramuraria presentava un disavanzo”.

La situazione inizia a cambiare nel 2021, quando il direttore generale dell’epoca – ricostruisce il Procuratore regionale – “appena si è reso conto di questo problema ha modificato il regolamento” delle prestazioni intramurarie e, “nella redazione dei nuovi bilanci, il sistema si autoadegua”. Il deficit riscontrato è di 498.226,81 euro per il 2019, di 882.558,00 per il 2020 e di 32.414,5 euro per il 2021. La somma delle tre annualità corrisponde al danno erariale contestato.

Lorelli
Il procuratore Quirino Lorelli

I livelli di responsabilità

A giudizio sono stati chiamati tre ex Direttori generali, anche nella vesti di commissari o per periodi “ad interim”: Marco Ottonello, Angelo Michele Pescarmona e Massimo Uberti. Per la Procura della Corte dei Conti, la figura apicale dell’azienda, di nomina regionale, è “il primo responsabile del mancato adeguamento e del mancato controllo sull’andamento deficitario” negli esercizi oggetto di indagini. In misura proporzionale al periodo in cui sono rimasti in carica, la Procura contesta ai tre il 40% del danno complessivo.

Una percentuale del 15% dell’importo ritenuto danno viene invece addebitata al direttore amministrativo dell’epoca (Ottonello), perché “ha una precisa funzione di coadiuvare il direttore generale, ma anche di proporre gli atti deliberativi”. La stessa quota di danno ipotizzato è contestata al dirigente responsabile della struttura complessa “Programmazione, Bilancio e controllo di gestione”, incarico svolto nell’arco di tempo considerato dalle Fiamme gialle da Valter Pietroni.

Per l’inchiesta, “non è dubbio” come tale struttura aziendale “fosse quella che, meglio di ogni altra, ha la piena conoscenza e conoscibilità dell’andamento della contabilità separata” dell’intramoenia e, di conseguenza, “quella più titolata (e competente) a verificare che le tariffe andavano adeguate al fine di evitare di continuare a versare in situazione di disavanzo”.

Chiamato a giudizio anche il Collegio sindacale…

La Procura regionale ha chiamato in giudizio anche i componenti del Collegio sindacale dell’Usl nel triennio 2019-2021 (Maria Concetta Cigna, Lorenzo Dutto, Jean-Claude Favre, Luciano Serra, Marco Saivetto e Sergio Tavella). Per il procuratore Lorelli, che imputa loro il 15% del danno in ipotesi, “nel formulare il parere sul bilancio aziendale, non potevano non accorgersi del fatto che” la libera professione intramuraria venisse gestita in disavanzo.

…e il Nucleo di monitoraggio interno

Completano la citazione i componenti – nel triennio verificato dalla Guardia di finanza (che, per quanto oggetto di prescrizione, ha rilevato deficit nell’intramoenia anche negli anni a ritroso dal 2018 al 2014) – del Nucleo di monitoraggio dell’attività libero professionale. Si tratta di: Roberto Barmasse, Riccardo Brachet Contul, Monia Carlin, Massimo Di Benedetto, Natale Dodaro, Federico Gagliano, Chiara Lavinia Galotto, Gianmarco Lunardi, Amedeo Manuel Mancini, Marco Ottonello, Chiara Pasqualotto, Flavio Peinetti, Davide Piccolo, Daniela Rollo, Paola Russo e Pietro Trovero. Anche per loro, l’imputazione è pari al 15% dell’ipotesi totale di danno, per una “precisa e puntuale violazione dei propri doveri di servizio”, rappresentata dall’aver “omesso di procedere alla verifica di congruità delle tariffe”.

A seguito dei correttivi apportati dall’Usl (rappresentati dal trattenere una porzione maggiore delle quote retrocesse al personale, passate dal 18.89% del 2019 al 29.29% del 2024), le annualità successive al 2022 fanno registrare, per la contabilità separata dell’intramoenia, un risultato d’esercizio positivo. Le indagini, hanno tenuto a sottolineare gli inquirenti, hanno potuto essere svolte nella massima collaborazione con l’azienda, rispetto ad acquisizioni documentali e approfondimenti.

Separatore

Disavanzo nell’intramoenia, 25 inviti a dedurre dalla Procura della Corte dei Conti

7 novembre 2025

E’ di 1.413.199,91 euro l’ipotesi di danno erariale formulata dalla Procura regionale della Corte dei Conti, nell’ambito di una inchiesta per cui, negli scorsi giorni, sono stati notificati inviti a dedurre a venticinque tra medici e dirigenti (in servizio ed ex) dell’azienda Usl della Valle d’Aosta e liberi professionisti.

La contestazione è relativa al mancato adeguamento delle tariffe dell’attività di libero professione intramuraria (Alpi), che – nella tesi accusatoria – avrebbe determinato negli esercizi dal 2019, 2020 e 2021, un disavanzo nella contabilità separata relativa a queste prestazioni, a fronte di un espresso obbligo legislativo di divieto di deficit.

Stando a quanto ricostruito dalla Guardia di finanza, nelle investigazioni delegate dalla magistratura contabile, il management dell’Asl (il Direttore generale e il Direttore amministrativo, in primis) avrebbe approvato e riversato sul bilancio aziendale prima, e su quello regionale poi, una contabilità in cui le tariffe Alpi sono rimaste ferme e non adeguate all’andamento incrementale dei costi delle prestazioni.

“Comportamento inerte” viene definito, nella lettura della Procura regionale della Corte, anche quello tenuto sia dal Collegio sindacale dell’Asl, sia dal Direttore della struttura complessa aziendale “Programmazione, Bilancio e controllo di gestione”. Allo stesso modo, negli addebiti mossi con l’invito a dedurre, i doveri di impulso e controllo alla revisione delle tariffe sarebbero stati omessi e trascurati pure dai componenti del Nucleo di monitoraggio dell’Usl.

Le condotte per cui la Procura regionale invita a dedurre tutta la “catena di comando” aziendale sono quindi tutte di natura omissiva, riassumibili nell’aver tralasciato le attività di monitoraggio e verifica della contabilità separata Alpi, che avrebbero dovuto condurre all’avvio del procedimento di revisione delle tariffe. Quest’ultimo – stando all’inchiesta – è normato puntualmente dalla legislazione statale e regionale, da atti aziendali e dal regolamento della libera professione intramuraria.

Se l’ammontare complessivo del danno ipotizzato è pari al disavanzo della contabilità Alpi nei tre esercizi presi in esame, la sua ripartizione è avvenuta a seconda dell’incarico rivestito e della sua durata: 40% a carico dei Direttori generali e/o Commissari dell’azienda sanitaria dal 2019 al 2021; 15% per i Direttori amministrativi nei tre anni; 15% a carico del Dirigente della struttura “Programmazione, Bilancio e controllo di gestione”; 15% a carico dei componenti del Collegio sindacale nei tre anni; 15% per i componenti del Nucleo interno di vigilanza nel periodo preso in oggetto dalle indagini.

Tra i destinatari degli inviti a dedurre firmati dal procuratore regionale Quirino Lorelli figurano, tra gli altri: l’attuale direttore generale dell’Usl Massimo Uberti (insediatosi come commissario nell’agosto 2021 e dg dal dicembre dello stesso anno), il suo predecessore (ed anche ex commissario dell’azienda) Angelo Pescarmona, l’ex direttore amministrativo Marco Ottonello, il già assessore alla Sanità Roberto Barmasse (in qualità di componente del nucleo di monitoraggio Alpi per il 2019 e il 2020) e l’ex consigliere regionale Flavio Peinetti (anch’egli quale componente del nucleo di monitoraggio Alpi per tutto il triennio in esame).

I destinatari degli inviti hanno 45 giorni dalla notifica per depositare alla Procura regionale contabili le proprie deduzioni (assieme ad eventuali documenti per sostenere le loro tesi). Lo stesso termine vale anche per chiedere di essere sentiti personalmente, con la possibilità di essere affiancati da un difensore. A seguito delle deduzioni il Procuratore si determinerà sulla chiamata in giudizio, o meno.

L’Usl: da fine 2021 disavanzo ridotto, in esercizi successivi solo utili

A proposito degli inviti a dedurre inviati dalla Procura della Corte dei Conti, l’azienda Usl – sentita al riguardo – tiene a precisare che negli ultimi 4 mesi del 2021 il disavanzo legato alle prestazioni Alpi è stato ridotto di oltre il 97%. Nel primo esercizio completo di gestione successivo, ed in tutti gli anni a seguire, è stato altresì realizzato un utile per il contribuente.

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