Bufera nella Chambre, si avvicina l’ipotesi del commissariamento

Sarà decisiva la riunione del 30 con le associazioni di categoria. A Genestrone si rimprovera l’appiattimento verso le iniziative della Regione e un’assenza di intraprendenza. Se Genestrone non fa un passo indietro la patata bollente passa a Rollandin.
Pierantonio Genestrone
Economia

Salvo colpi di scena dell’ultimo momento, la situazione della camera di commercio valdostana sembra evolversi verso l’ipotesi del commissariamento. La riunione della Giunta camerale di questa mattina non ha sortito gli effetti sperati. All’ordine del giorno c’era l’approvazione di un documento importante come il piano operativo delle attività di promozione da attuare in convenzione con la Regione.
Di fatto non è stato possibile discutere per via dei malumori accumulati da tempo contro la presidenza Genestrone: mancando un clima generale di fiducia nel suo operato, non è stato possibile affrontare argomenti impegnativi. In assenza di una possibilità di confronto, ogni decisione è stata rimandata a dopo la riunione, cruciale, con le associazioni di categoria, prevista per lunedì 30 alle 16, 00, in Confindustria.

Genestrone, oltre che essere la pietra dello scandalo, sarà anche l’ago della bilancia. Se non farà un passo indietro – e per ora non sembra disposto a farlo – la questione finirà sulla scrivania del presidente della Regione, a cui spetta decidere il commissariamento della Camera.

Ma qual è il motivo che ha portato ben sette membri della Giunta a chiedere le dimissioni di Genestrone? Al presidente si rimprovera il fatto di avere appiattito l’attività della Chambre su quella promossa dalla Regione, accodandosi a quanto organizzato dagli assessorati più legati allo sviluppo e alle imprese, e contravvenendo perciò alla propria mission. In pratica gli si rimprovera una fatale mancanza di intraprendenza e autonomia, le virtù del buon imprenditore per antonomasia.
La politica non farebbe parte del problema, ma della soluzione. Piazza Deffeyes non è unanime sulla questione, la stessa maggioranza di governo è spaccata tra una parte che appoggia Genestrone e un’altra che caldeggia, piuttosto, la candidatura di Nicola Rosset, che di giorno in giorno pare farsi più vicina. Ovviamente, in questa fase delicata, il riserbo è massimo.
 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte