Senegal, continua l’azione di Diakonia a Kaoloack

Fondata nel 1994, l’Associazione dei volontari della Caritas diocesana ha intrapreso progetti di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo come il Senegal, e in particolare nella regione di Kaolack, città gemellata con Aosta.
Società

“Il problema non è quanti soldi vengono messi a disposizione, ma come sono poi concretamente impiegati”. Quando si parla di cooperazione internazionale e di aiuti al terzo mondo, l’utilizzo delle risorse raccolte rappresenta sempre uno dei nodi cruciali sui quali dibattere.

Lo ha confermato ieri sera anche Don Claude Duverney, intervenendo all’incontro di presentazione delle attività portate avanti dall’Associazione valdostana Diakonia, in Senegal.

Diakonia, fondata nel 1994, è l’Associazione dei volontari della Caritas diocesana. Impegnata inizialmente nell’avvio di attività a favore delle persone bisognose della Regione, come il magazzino di raccolta e distribuzione degli indumenti e arredi, la tavola amica e il dormitorio, l’Associazione ha in un secondo tempo intrapreso anche progetti di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo, come il Senegal, e in particolare nella regione di Kaolack, città gemellata con Aosta.

“Lo scopo è di rendere il più possibile autonome le popolazioni aiutate – ha continuato Duvernay – e non di presentarsi con delle soluzioni preconfezionate e già pronte all’uso: sul lungo periodo è molto più importante trasmettere delle conoscenze, in modo che sia garantita la continuità tra un progetto e l’altro”.

Duvernay, noto in Valle d’Aosta per gli anni trascorsi all’Institut Agricole Régional in qualità di direttore della ricerca e per la lunga attività di assistenza agli agricoltori valdostani per il miglioramento delle coltivazioni, dopo la pensione ha scelto di trasferirsi in Senegal, per continuare a tempo pieno un lavoro di assistenza a distanza iniziato gli anni scorsi nel periodo estivo.

In particolare, si è dedicato insieme ad altri volontari alle iniziative finalizzate al rilancio dei centri di formazione professionale agricola, che rappresentano le uniche strutture sul territorio in grado di fornire a giovani e adulti una formazione pratica nel settore, e alle azioni di sostegno e di assistenza tecnica nei confronti degli agricoltori.

“In questo senso Diakonia mi ha molto appoggiato – ha spiegato Duverney – ad esempio per un progetto di lotta biologica, contro il ragnetto rosso, una specie molto particolare, molto aggressiva sugli orti, in particolare sul pomodoro e la melanzana africana”.

Fondamentale è anche il lavoro svolto dal centro Caritas di Kalock, che può contare su 42 persone, impegnate in diversi progetti promossi e finanziati non soltanto dalla comunità europea ma anche da enti cattolici internazionali di assistenza come il Secours Catholique in Francia e il Misereor in Germania.

“A Kaoloack sono responsabile spirituale della Caritas, come rappresentante del vescovo”, ha raccontato Duverney. Lì la Caritas è intervenuta soprattutto sull’acqua, con la costruzione di alcuni pozzi. “E’ un’azione sicuramente molto importante – ha concluso il Don Duverney ma – non basta: bisogna dare seguito a questi progetti, formando delle persone che possano poi gestire gli impianti”.

Ma l’azione di Diakonia non si è fermata qui, come ha voluto aggiungere Luigino Vallet, delegato dell’Associazione. “Ultimamente ci siamo soffermati su progetti che avessero una sostenibilità nel tempo – ha aggiunto Vallet – in particolare sul microcredito e sulla sanitarizzazione, cioè un intervento concreto per fare fronte all’inquinamento derivato soprattutto dalla plastica e da tutti i residui che vengono buttati in giro nella città: fondamentale poi è il contrasto all’inquinamento delle falde acquifere, progetto che con la Regione pensiamo di portare a termine entro la dell’anno”.

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