La Regione cederà all’Usl tutti gli immobili sanitari

La decisione deve ancora essere approvata dal Consiglio regionale. Anche l'ospedale Parini e il Beauregard passeranno sotto il controllo dell'azienda sanitaria locale. Contrario l'Alpe, si astiene il PD.
L'ospedale regionale Umberto Parini
Politica

La Regione si “alleggerisce”, cedendo tutti gli immobili a destinazione sanitaria e socio-sanitaria all’Usl. La decisione è stata approvata a maggioranza dalla II e dalla V commissione consiliare (“affari generali” e “servizi sociali”), con il voto contrario dell’Alpe e l’astensione del PD.
I due presidenti delle commissioni, gli unionisti Andrea Rosset e Gabriele Maquignaz, hanno motivato la scelta con l’esigenza di razionalizzare il patrimonio immobiliare regionale, consentendo all’Usl della Valle d’Aosta “di gestire in maggiore autonomia le prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali avendo la piena disponibilità dei beni, con un conseguente snellimento degli aspetti burocratici in un’ottica di semplificazione amministrativa”.

Di opposto parere l’Alpe, presente nelle due commissioni con la capogruppo Patrizia Morelli e i consiglieri Alberto Bertin e Roberto Louvin. “Si suona sempre la stessa musica: efficienza, rapidità, razionalità, ma ormai il ritornello non convince più nessuno” hanno sostenuto in un comunicato stampa. “Con questa decisione” si legge “la Regione si spoglia, tra l’altro, della proprietà di immobili di valenza strategica, vale a dire l’Ospedale Parini e l’Ospedale Beauregard, lasciando l’U.S.L. libera di disporne a piacere. A cominciare dalle complesse operazioni in corso, tra cui in particolare la costruzione dei parcheggi nell’ex Residence Mont Blanc, le ristrutturazioni e gli ampliamenti, che potranno ormai procedere indisturbati, senza più alcun controllo del Consiglio regionale”.

Gianni Rigo, del PD, ha ricordato che del tema si discute fin dal 1992, ma che finora era sempre stato deciso di mantenere gli immobili di proprietà regionale. “Abbiamo chiesto, attraverso un approfondimento che ci è stato negato” ha aggiunto perplesso – le ragioni per le quali si è deciso di adottare questa soluzione, per altro proprio in un momento particolarmente difficile e oscuro per il settore della sanità, con particolare riguardo ai rapporti tra Stato e Regioni”.

Adesso le modifiche al testo legislativo, che interviene sulla legge regionale n. 5 del 2000, dovranno essere approvate in Consiglio regionale. L’Alpe ha già annunciato che darà battaglia.
 

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