La polemica suscitata un mese dalle dimissioni da presidente dell’Ordine degli architetti della Valle d’Aosta presentate da Daria Cini è approdata in Consiglio regionale. Alpe e Pd hanno proposto all’Assemblea di votare una risoluzione riguardante la predisposizione di una proposta che tutelasse le competenze professionali autonome e i fini perseguiti dalle pubbliche amministrazioni. Le dimissioni del presidente dell’ordine degli architetti erano proprio motivate dalla liberalizzazione delle tariffe introdotta dal Decreto Bersani e dalla conseguente abitudine delle amministrazioni di considerare il massimo ribasso di prezzo come criterio principale nell’aggiudicazione di incarichi.
La risoluzione è stata respinta con sette voti favorevoli (Alpe e PD), un voto contrario (Massimo Lattanzi – PdL) e 18 astensioni.
L’assessore ai lavori pubblici Marco Viérin, dopo avere chiesto invano di ritirare la risoluzione, ha giustificato l’astensione della maggioranza nel voto sostenendo che a breve, in seno alla Consulta dei lavori pubblici, saranno convocati i rappresentanti degli ordini professionali, per discutere la questione.
“Consideriamo un atteggiamento miope la mancata condivisione del nostro documento”, ha controbattuto Albert Chatrian, dell’Alpe. “L’obiettivo di questa risoluzione era quello di promuovere la costituzione di un tavolo di lavoro composto da tutti gli attori interessati per esaminare principalmente modalità di affidamento equilibrato pur sapendo che non esiste il criterio perfetto”.
