Come applicare la manovra in Valle d’Aosta? Rifondazione Comunista VdA e Federazione della Sinistra valdostana hanno elaborato delle proposte in merito. “Fermo restando che riteniamo la manovra, come è stata formulata, iniqua e pericolosa, abbiamo preparato un documento riguardante la Valle d’Aosta” ha esordito Alessandro Pascale (Giovani Comunisti) in conferenza stampa. “Siamo favorevoli al taglio dei consiglieri regionali, da 35 a 20 membri, e al dimezzamento del numero degli assessori. Concordiamo con il dimezzamento degli stipendi di consiglieri e assessori e con il ridimensionamento dei costi scandalosi della politica di palazzo Deffeyes. I soldi così risparmiati – conclude – dovrebbero però essere sottratti alla speculazione dei grandi patrimoni”.
Sono quattro gli assi su cui Prc e Fed. Sinistra Vda propongono di dirottare tali risorse: sanità e servizi sociali (no al ticket, sostegno ai servizi sociosanitari) , beni comuni e ambiente (difendere acqua, montagna, paesaggio, ambiente, e servizi pubblici fondamentali dalla privatizzazione), lotta alla precarietà (incentivi fiscali a chi assume con contratto a tempo indeterminato) e lavoro verde (ristrutturazione degli immobili pubblici secondo criteri di sostenibilità e risparmio energetico, con relativo aumento dei posti di lavoro).
L’accorpamento dei comuni sotto i mille abitanti, invece, non ha riscosso il plauso di Rifondazione. “Aumenterebbe il rischio di corruzione clientelare e infiltrazioni mafiose negli appalti, e indebolirebbe la democrazia di base” ha affermato in proposito Andrea Padovani (Giovani Comunisti).
Sullo sfondo, si profila anche un vecchio cavallo di battaglia, ovvero la riforma della legge elettorale. “Migliaia di cittadini sono rimasti senza rappresentanza, quindi proponiamo una riforma in senso proporzionale puro, con rappresentanza minima di un seggio, per una maggiore rappresentatività e una diminuzione dei costi della politica” ha concluso Padovani.
La mancanza di una quota “rossa” in Regione o in Comune condiziona il tipo di iniziative intraprese. “Non abbiamo nostri rappresentanti? Pazienza, andremo nelle piazze a parlare con la gente, come abbiamo sempre fatto” ha sottolineato Francesco Lucat (Federazione della Sinistra VdA). “L’importante è risvegliare le coscienze, la crisi che si profila sembra peggiore di quella del ’29, le misure intraprese rafforzano le speculazioni dei mercati finanziari, veri padroni del mondo”.
E’ pronto anche il calendario del mese di settembre. Gli incontri serviranno anche a diffondere la raccolta di firme contro la manovra finanziaria e la mobilitazione per votare no all’accordo del 28 giugno siglato dalla Cgil con Uil, Cisl e Confindustria. Oltre alla ormai tradizionale “Festa in Rosso” che prevede momenti dedicati alla presentazione di documentari e film, conferenze, cene sociali e una gita in Val Clavalité, dove operava la banda antifascista di Emile Lexert, sono stati organizzati degli “Aperitivi in Rosso” in vari comuni della regione. Si segnala un momento di confronto con le forze politiche del centrosinistra, dal titolo “Dopo amministrative e referendum: costruire l’alternativa in Valle d’Aosta”, mercoledì 7 settembre, alle ore 17, ai giardini pubblici di fronte alla stazione di Aosta.
