Manovra bis, tre emendamenti per evitare i nuovi tagli previsti

Si è riunita questa mattina in seduta straordinaria la seconda Commissione consiliare “Affari generali”, con la partecipazione dei due parlamentari valdostani, il presidente della Regione e dell’assessore al Bilancio.
Manovra, seconda commissione
Politica

“Ci batteremo per difendere l’autonomia della Valle d’Aosta, anche se ancora dobbiamo capire con quali regole andremo a giocare questa partita”. E’ questa la promessa fatta ai valdostani dai due parlamentari, Roberto Nicco e Antonio Fosson, dopo il vertice convocato questa mattina per discutere della manovra bis.

I tre emendamenti
Il decreto legge approvato dal governo italiano alla vigilia di Ferragosto e prossimo al passaggio in Parlamento, è ancora un work in progress e i nostri rappresentanti hanno in mano ancora qualche carta da calare sul tavolo. Si tratta di tre emendamenti, firmati insieme con le altre regioni a Statuto speciale: con il primo si cercherà di “assicurare le competenze statutarie costituzionalmente tutelate della nostra Regione”, mentre gli altri due riguardano l’accordo sul federalismo fiscale.

Nel primo caso, Fosson ha voluto ribadire quanto già preannunciato da molti colleghi: “E’ inaccettabile che la manovra intervenga con decreto su norme di competenza statutaria: in questo modo si va a stravolgere la struttura delle istituzioni”. Mentre per quanto riguarda le altre due modifiche, Rollandin è stato categorico: “La manovra dovrebbe premiare le regioni che hanno già siglato l’accordo sul federalismo fiscale, come la Valle d’Aosta. Noi stiamo già facendo un sacrificio di 25 milioni di euro”.

La prima stima dei tagli è di 100 milioni di euro
Insomma, per capire come si evolverà la situazione bisognerà comunque aspettare il testo definitivo. In ogni caso, dall’analisi del decreto è emerso che, secondo l’assessore al bilancio Claudio Lavoyer, “la manovra finanziaria avrà un peso spropositato sulle Regioni a statuto speciale: il comma 8 dell’art. 1 prevede 1,6 miliardi di tagli per le regioni ordinarie contro i 2 miliardi per quelle a statuto speciale”.

Da una prima stima, le proiezioni confermano che questo intervento si potrebbe tradurre in una riduzione della capacità di spesa, per il 2012, di 100 milioni di euro. “Non si tratta di un minor trasferimento di fondi alla Regioni – ha spiegato l’assessore – ma di un inasprimento del patto di stabilità”.

La posizione della minoranza
Tutti d’accordo sul da farsi, quindi? Più o meno. Dal confronto escono perplessi Alpe e Pd, che pur dicendosi soddisfatti per l’impegno preso dai due parlamentari, hanno voluto sottolineare come la maggioranza regionale “non abbia preso una posizione uniforme: i rappresentanti di Stella Alpina e Fédération non hanno espresso giudizi, mentre posizioni critiche o favorevoli sono state formulate a titolo personale da esponenti di Union e PdL”.

Infine, i due movimenti hanno espresso preoccupazione riguardo alla possibilità che “il voto di fiducia che possa inficiare il dibattito parlamentare e le istanze di modifica del decreto proposte dalla Valle d’Aosta”. Un timore condiviso anche dal deputato Nicco: “C’è il rischio che la manovra arrivi blindata alla Camera e a quel punto ci sarebbe ben poco da fare”.

In vista del primo settembre è convocata la Conferenza Stato-Regioni, e i gruppi di Alpe e PD avevano formalmente richiesto la convocazione d’urgenza del Consiglio regionale: gli esponenti di maggioranza presenti in Commissione non hanno avallato tale proposta e l’hanno rigettata.

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