Le ultime modifiche alla manovra finanziaria, com’era prevedibile, hanno acceso la discussione politica non solo a livello nazionale, ma anche in Valle. Il primo a rilasciare un commento a caldo sulle ultime novità – forse anche troppo, vista la rapida evoluzione dei fatti – è stato il presidente del Celva, Elso Gerandin, che ieri pomeriggio, dopo l’incontro tra l’Anci e il Ministro Maroni, si era detto insoddisfatto per l’esito della riunione.
In serata, però, è arrivata la notizia della modifica all’articolo riguardante l’accorpamento dei comuni sotto i mille abitanti, ora non più previsto, che era una delle grandi richieste avanzate proprio dagli enti locali, scesi in piazza per protestare contro il decreto.
Il Pdl canta vittoria…
Questa mattina è stato quindi il turno di Massimo Lattanzi, capogruppo del Pdl in Consiglio Valle, raggiante perché “durante il vertice di Arcore sono state accolte le nostre richieste, contenute in un emendamento che prevedeva la rinuncia all’abolizione dei piccoli comuni: è stata una vittoria per le autonomie e gli enti locali”.
Per il Pdl, “quella non era la strada giusta da seguire, soprattutto nelle realtà di montagna che rischiano di scomparire: noi puntavamo al mantenimento dell’istituzione e all’accorpamento dei servizi, e così è stato”.
Queste richieste, secondo Lattanzi, sono state presentate a Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, affinché le trasmettesse al premier Berlusconi e al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “Ora il confronto si sposta sulla tutela della nostra autonomia e sul rispetto dello statuto speciale – ha concluso – e anche su questi argomenti siamo fiduciosi”.
…ma l’Alpe non ci sta
“Non mi sembra proprio il caso di cantar vittoria, né di essere particolarmente soddisfatti”. Non si è fatta attendere la replica dell’Alpe, affidata alle parole del consigliere regionale Roberto Louvin. “PDL e Lega fanno tutto da soli – ha spiegato – prima fanno autogol e poi si proclamano salvatori della patria”.
Sugli effetti delle modifiche nei confronti della realtà valdostana, Louvin ha rincarato la dose. “C’è poco da sentirsi rassicurati: c’è una sola riga, scritta nel comunicato che ha fatto seguito alla riunione di maggioranza ad Arcore, che prevede genericamente la “riduzione dell’impatto della manovra per comuni, province, regioni e regioni a statuto speciale”.
Ridotto di quanto? Secondo Louvin "non c’è una cifra, ma solo la certezza che le finanze regionali dipendono sempre di più da decisioni prese da Roma, anzi da Arcore, senza accordo con noi, in barba a tutti i proclami di presunto federalismo. Se la Valle deve affidarsi all’intermediazione di Lattanzi e di Gasparri, in tutto questo, non abbiamo da dormire sonni tranquilli”.

