“I contenuti di questa manovra sono di tale gravità che l’unico strumento a nostra disposizione per opporci è lo sciopero generale: la situazione rischia seriamente di degenerare e il paese è sull’orlo del baratro”.
Non ha usato mezzi termini, il segretario regionale della Cgil, Domenico Falcomatà, nel presentare la posizione del sindacato nei confronti della manovra dello stato, in vista della grande manifestazione prevista per martedì 6 settembre.
“Il Governo è in stato confusionale, ogni giorno il provvedimento cambia faccia peggiorando se possibile di volta in volta – ha continuato Falcomatà – con gravi ripercussioni in particolare su pensionati, scuola e dipendenti pubblici”.
Secondo la Cgil, anche la Valle d’Aosta subirà “gli effetti devastanti di queste decisioni, mirate a colpire in maniera particolare le Regioni a Statuto speciale e gli enti locali, che si troveranno a dover scegliere tra il taglio dei servizi o l’aumento delle tasse”.
A questo proposito, Falcomatà ritiene “inaccettabile” la decisione della Regione di non coinvolgere le organizzazioni sindacali nell’analisi del documento e nella stesura degli emendamenti, con particolare riferimento alla recente riunione della seconda commissione consiliare. “Le parti sociali, che nel complesso rappresentano a livello locale circa 30 mila cittadini, devono poter dire la loro: lo faremo comunque martedì, scendendo in piazza”.
Otto ore di sciopero – l’appuntamento è in Piazza Narbonne alle ore 9.30 – che però la Cgil affronterà senza il supporto delle altri organizzazioni sindacali. “Sarebbe stato meglio concentrare le forze e fare fronte comune – ha concluso il segretario della Cgil – ma non saremo comunque soli perché buona parte del paese condivide la nostra protesta”.

