Il consiglio regionale ha respinto una risoluzione di “dissenso contro la manovra”, confermando comunque l’intenzione, sbandierata più volte da parte della Giunta come extrema ratio, di ricorrere alla Corte costituzionale al fine di “tutelare le prerogative della Valle d’Aosta”.
“Con le ultime scelte operate – ha spiegato il consigliere Alberto Bertin (Alpe), relatore del documento – invece di chiedere un comprensibile e sostenibile contributo alle fasce più agiate, la manovra grava in misura prevalente su parte della popolazione che è già duramente colpita dalla crisi, producendo effetti ulteriormente depressivi rispetto alla ripresa economica. L’intento è anche quello di esprimere il proprio sconcerto per il carattere elusivo e per la debole incidenza delle misure di contenimento dei costi della politica"
L’argomentazione non ha però convinto l’assemblea, che ha respinto il provvedimento con 8 voti favorevoli (Alpe e PD), 21 astensioni (SA, UV e l’Assessore Lavoyer), e 5 voti contrari (PdL e il Consigliere di FA, La Torre).
Incredulo Raimondo Donzel (PD) che dopo aver snocciolato le cifre della manovra si è chiesto: “Quale valdostano può difendere la manovra?”. Ci ha provato in parte il Capogruppo de Il Popolo della Libertà, Massimo Lattanzi, secondo il quale “una manovra da 54 miliardi di euro non è da sostenere o difendere, ma da comprendere: in quattro giorni il Governo ha dovuto dare una risposta ai mercati internazionali”.
Lattanzi ha poi indossato i panni dell’autonomista, ammettendo che “la manovra non ci piace”, e auspicando che il “dialogo con il Governo sia proficuo per far sì che la Valle d’Aosta contribuisca al risanamento del paese pur senza perdere le proprie peculiarità”.
Meno moderata la posizione di Luciano Caveri (UV), che ha parlato di “batosta per le Regioni a Statuto speciale che resta pesante e immotivata”, mentre sia Stella Alpina che Fédération Autonomiste, hanno evidenziato la volontà di “ragionare in modo responsabile, evitando strumentalizzazioni e cercando un’unicità che farebbe bene alla Valle d’Aosta”.
Infine, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha motivato la scelta di non approvare il documento ricordando che la risoluzione indica un percorso “già imboccato dalle Regioni”. Condividendo comunque i giudizi espressi dalla risoluzione, il presidente della Regione ha sottolineato “la sproporzione tra quello che è stato tagliato alle Regioni allo Statuto Speciale e le altre” e la necessità di “attendere la conclusione delle consultazioni in corso su come dare attuazione alla manovra che è stata imposta”.

