Un alpinista bresciano è morto sul versante svizzero del Cervino

La vittima stavano salendo verso la vetta dalla parete nord della montagna, insieme ad un compagno di cordata, quando improvvisamente, a circa 3.700 metri di quota, i due sono caduti sul ghiacciaio, dopo alcune centinaia di metri di volo tra le rocce.
Beppe Chiaf
Cronaca

Una scivolata sul pendio ghiacciato. Potrebbe essere questa la causa della caduta che ieri mattina, intorno alle 7.30, è costata la vita di un alpinista bresciano, impegnato nella scalata del versante svizzero del Cervino.

Beppe Chiaf, di 41 anni, residente a Borgosatollo, insieme al suo compagno di cordata, Andrea Tocchini, di 23 anni, di Bovezzo stavano salendo verso la vetta dalla parete nord della montagna quando improvvisamente, a circa 3.700 metri di quota, i due sono caduti sul ghiacciaio, dopo alcune centinaia di metri di volo tra le rocce. I soccorsi sono stati coordinati da Air Zermatt mentre le indagini sono condotte dalla polizia cantonale di Sion. Tocchini, rimasto gravemente ferito, è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Losanna.

Chiaf era un alpinista esperto, accademico Caai dal 2003 e in commissione tecnica fino al 2006. Arrampicatore, con un debole da sempre per la scalata "trad", era sposato e di professione faceva l’artigiano in campo idraulico, gestendo con la sorella un negozio di materiale arredobagno.

Un altro alpinista, un giovane svizzero di 20 anni, residente nel cantone Vallese, è morto ieri mattina, intorno alle 5.30, a circa 3.600 metri di quota poco sotto la vetta del Grand Combin (4.184 metri). L’uomo stava percorrendo un tratto ghiacciato insieme a un altro alpinista elvetico, quando uno dei due è scivolato precipitando per circa 400 metri.

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