Pirogassificatore, i costruttori di termovalorizzatori contro il referendum

Un altro ricorso, questa volta direttamente alla Presidenza della Repubblica, è stato depositato dall'"Anida", associazione di Confindustria che propone di realizzare 50 termovalorizzatori in tutta Italia entro il 2020.
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Economia, Società

E’ una corsa ad ostacoli quella ingaggiata dal comitato promotore del Referendum contro il Pirogassificatore. Dopo il ricorso presentato dall’Assoconsum al Tar, arriva quello presentato dall’Anida, “Associazione nazionale imprese difesa ambiente”, che raggruppa attorno a se le maggiori imprese costruttrici d’impianti d’incenerimento. Si tratta di un ricorso “straordinario”, con il quale l’Anida (da non confondere con l’Anida onlus, associazione nazionale italiana diversamente abili) ha deciso di bussare ai piani alti, direttamente alla porta del Presidente della Repubblica. Dell’Anida fanno parte anche la Gea srl e la Rea Dalmine spa, che compongono assieme ad altre aziende l’ATI rimasta in lizza per l’appalto ventennale da 220 milioni per la realizzazione e la gestione del pirogassificatore.
Il ricorso è stato notificato alla Presidenza del Consiglio Valle, alla Regione, alla Commissione regionale per i procedimenti referendari e ai promotori della proposta di legge di iniziativa popolare.

L’associazione, aderente a Confindustria, contesta il provvedimento con cui la Commissione regionale per i procedimenti referendari ha dichiarato ammissibile la proposta di legge di iniziativa popolare, affermando che un eventuale referendum sarebbe contrario agli interessi della categoria rappresentata da Anida, e in particolare alle imprese raggruppate sotto l’”Unione Aria”. Si tratta di uno dei cinque gruppi tematici che costituiscono l’Anida, e riunisce aziende che progettano e realizzano impianti di abbattimento degli inquinanti per il controllo delle emissioni in atmosfera. Un altro gruppo tematico dell’Anida, l’”Unione servizi ambientali”, riunisce altre imprese, tra cui quelle che gestiscono la valorizzazione delle frazioni provenienti dalle attività di recupero (raccolta differenziata), ma da quel fronte non sono pervenuti commenti.
L’Anida ha presentato nel 2008 il Piano Nazionale Termovalorizzatori, un piano industriale con cui punta alla costruzione di 50 impianti in tutta Italia da qui al 2020.

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