C’è preoccupazione fra le organizzazioni dei lavoratori per la situazione della Casa da gioco di Saint-Vincent. I tre sindacati principali, ad eccezione del Savt, esprimono oggi numerose perplessità sulle previsioni del piano industriale e sugli incassi: “Si registra, infatti, uno scostamento in negativo degli introiti, appena 95 milioni, che fa sprofondare il Casinò ai livelli del 2009 quando gli introiti di gioco furono 94.471.171 euro”. “Le cose non sono mai state così positive” è la replica del presidente della Regione Augusto Rollandin.
La posizione di Cgil, Cisl e Uil
Secondo le tre sigle sindacali, l’incasso del 2011 si attesta per 21 milioni di euro al di sotto delle previsioni. “Il casinò di Saint-Vincent – scrivono i sindacati – ha così perso il 32,4% in dieci anni. E non servono certo le affermazioni autoconsolatorie della dirigenza della Casa da gioco che si diletta a fare raffronti sul biennio 2009-2010 o ad affermare di essere il casinò che va meno peggio degli altri, per sentirsi rassicurati”. Una situazione, dunque, tutt’altro che “rassicurante” e “con possibili ridimensionamenti nei suoi reparti di gioco e di conseguenza sull’occupazione”.
E aggiungono: “Certo la crisi economica e le norme di limitazione dell’uso del contante, possono aver condizionato i pessimi risultati del 2011 ma non si può imputare esclusivamente a questi elementi un risultato così negativo. Vi sono precise responsabilità che attengono alla gestione della Casa da Gioco che non possono essere nascoste o trovare giustificazione in fattori esterni”.
Rollandin: “Le cose non sono mai state così positive”
“Il piano strategico approvato dal Consiglio regionale è pienamente attuato”, ha replicato oggi, venerdì 20 gennaio, il presidente della Regione Rollandin. “Quello di Saint-Vincent – ha detto – è il primo casinò d’Italia e vorrei dire anche d’Europa, con questo andamento. Le cose non sono mai state così positive come adesso”. Sul fronte occupazionale, poi, Rollandin ha aggiunto: “Come si fa ad essere peroccupati per l’occupazione quando stiamo predisponendo dei corsi di formazione per il personale del casinò e di riqualificazione per il personale del Billia? Ci sono segnali che vanno esattamente nella direzione opposta”.
“Ci sono delle criticità sulla circolazione della moneta – ha concluso il presidente della Regione – stiamo cercando di far capire che è necessario allinearsi con i casinò europei e portare la quota da 1000 euro a 5000 euro. Su questo vorrei sapere dai sindacati che posizione hanno, perché mi risulta che non tutti vedano questa cosa di buon occhio”.
La posizione polemica della Casinò spa
I dati forniti dai sindacati, evidentemente, hanno fatto saltare sulla sedia l’amministratore unico della Casa da gioco, Luca Frigerio. “Lo stato economico della società al 31 dicembre 2011 – si legge in una nota diffusa dalla Casinò spa – è assolutamente in linea con le previsioni”. Secondo i vertici aziendali, negli ultimi anni l’andamento delle Case da Gioco a livello europeo e italiano ha fatto registrare una diminuzione dei proventi, con punte addirittura superiori al 20%. Saint-Vincent ha invece segnato un’inversione nel 2009 e un aumento del fatturato nel biennio 2010-2011 pari all’1,1% recuperando quote di mercato.
“Non solo quelle sigle sindacali non si rendono conto dei risultati ottenuti – si legge ancora nella nota – ma trasmettono dati fuorvianti e palesemente inesatti”. E, a questo proposito, i vertici aziendali mettono in fila alcuni dati: ad esempio, nel confronto fra gli ingressi 2011 e 2010 si scorpora il dato relativo all’ingresso dei Valdostani nel 2011, ma non nel 2010, facendo risultare una flessione di ingressi che in realtà non c’è. Gli ingressi dei clienti fuori Valle del 2010 sono sostanzialmente uguali nel 2011. Così come è chiaramente sbagliata, come già visto, l’affermazione che negli ultimi due anni la casa da gioco ha perso introiti. Ci chiediamo quali siano le fonti alle quali vengono attinti i dati utilizzati.
La questione del denaro contante
E proprio sul tema dell’abbassamento del limite del denaro contante – portato da 2.500 a 1.000 euro – il 16 gennaio scorso le segreterie nazionali di Savt e Snalc hanno incontrato a Milano il presidente della Federgioco, Carlo Pagan, per discutere delle problematiche relative all’ulteriore abbassamento del limite di utilizzo del denaro contante.
La decisione è stata di richiedere un incontro urgente con il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per illustrare i riflessi che l’applicazione della norma potrebbe avere sulle entrate dei casinò e di conseguenza sugli organici. “Un limite così basso – scrivono le due sigle – creerebbe una forte discriminazione dei Casinò italiani rispetto a quelli del resto di Europa, dove i limiti sono molto più alti”.

