“Voglio quel maestro”, quando il savoir faire fa la differenza.

Essere maestro di sci, una figura sempre più cruciale per la vacanza in montagna.
http://FOTO: www.scuoladiscigransanbernardo.it/
Economia, Società

Autoritari, socievoli, pazienti o irascibili, simpatici e antipatici, giovani e meno giovani, femmine e maschi, spesso le caratteristiche umane del maestro di sci contano più che la competenza e la tecnica, almeno in contesti “vacanzieri”. La disponibilità di un maestro di sci piuttosto che un altro può in alcuni casi essere anche fattore determinante nella scelta del periodo della vacanza, soprattutto quando ad essere coinvolti sono i bambini. Tra allievo e maestro, come accade del resto anche in altri campi, si instaura nel tempo un rapporto di fiducia e il livello di fedeltà che accresce col passare del tempo quasi a sentirsi in qualche modo protetti e rassicurati da un volto amico, per queste ragioni per oltre il 50% dei casi secondo il parere di alcuni maestri valdostani chi ritorna nella destinazione chiede lo stesso insegnante.

La figura del maestro richiede inoltre un’elevata capacità di adattamento, atteggiamenti, modi di fare e dire possono variare anche notevolmente in funzione del pubblico con il quale stiamo lavorando. Gestire un gruppo o un singolo allievo, uno straniero piuttosto che un italiano, un timido o un estroverso, un coraggioso o un timoroso non è affatto la stessa cosa. Tutte queste situazioni comportano attenzioni particolari da parte del maestro che deve essere in grado di utilizzare approcci diversi per situazioni differenti. Anche il livello di competenza dell’insegnante rappresenta una variabile nella scelta, è possibile affermare che esiste un rapporto direttamente proporzionale alla capacità degli sciatori, più questa sale più la competenza e le conoscenze richieste al maestro crescono, viceversa una buona dose di capacità relazionali conta forse più di altre cose nell’insegnamento ai principianti.

Ci sono poi gli allenamenti a scopo agonistico che nulla a che vedere hanno con una lezione da “settimana bianca”, per queste ragioni è sempre bene considerare che la giornata deve essere per prima cosa divertimento. Prevedere dunque soste, giochi, pause anticipando così esigenze dell’allievo consentono di apprezzare più intensamente la giornata sulla neve. Una volta acquisita la fiducia, il maestro svolge poi un ruolo importante per tutto il sistema turistico, diremmo quasi che esso diviene un ambasciatore della destinazione. E’ importante perciò essere anche un bravo accompagnatore, vale a dire possedere determinate conoscenze rispetto al territorio, alla natura, alla cultura e a tutti gli aspetti che possono destare interesse nell’utente turista. Unanime la voce di alcuni maestri interpellati sulla questione.

Tra loro Diego Usel, giovane maestro “Educazione, ospitalità e divertimento nel contesto turistico sono per certi aspetti più importanti che la preparazione tecnica del maestro, fondamentale invece con la clientela più esigente. Questo rapporto personalizzato peraltro diviene ancor più rilevante nelle piccole stazioni sciistiche dove i numeri sono molto piccoli e dove tra operatori e turisti si crea negli anni un rapporto di fiducia e amicizia” Analogamente a quanto discusso per i maestri di sci è possibile prendere in considerazione questi elementi per tutte le altre professioni turistiche riconosciute dalla Regione autonoma Valle d’Aosta.

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