Quel treno maltrattato…

Pista ciclabile, metropolitana leggera, smantellamento totale, lasciarla cosi, le mille idee di una linea ferroviaria ormai d’epoca ma dal risvolto turistico.
Economia, Società

Prendiamo un Freccia rossa, orgoglio delle ferrovie italiane, prendiamo un’automotrice ALn 663, per intenderci quelle ancora funzionanti sulla linea valdostana. Convogli operativi nella stessa nazione eppure così diversi. Il primo gioiello della tecnica del nuovo millennio, la seconda storica motrice dei primi anni ‘80 e (fuori produzione da quasi 20 anni!) ma che di andare in pensione, almeno da queste parti, non ne vuol sapere, o per meglio dire in pensione forse ci andrebbe anche, il problema é che nessuno sembra intenzionato a sollevarla dal servizio.

Che fare allora per ridare dignità ad una linea ferroviaria che sembra essere diventata soltanto un impiccio per tutti? E’ una domanda che si pongono in tanti in questo momento, addetti ai lavori e non. Mentre scriviamo un interessante sondaggio domanda ai lettori di AostaSera la propria opinione sull’argomento. C’è chi vuole lo smantellamento totale per lasciare spazio ad una pista ciclabile che di fatto allungherebbe un percorso già notevole diventando così uno dei riferimenti più importanti sull’arco alpino, c’è chi non ne vorrebbe proprio più sapere, chi la renderebbe elettrica o chi la lascerebbe morire fino a definitivo crollo. Altre opinioni rilanciano infine il progetto di una metropolitana leggera, insieme alla pista ciclabile tra le soluzioni che sembrerebbero trovare maggior consenso tra la comunità.

Come a dire le idee non mancano fatto sta che sia verso Torino sia verso l’alta Valle non sembra esserci verso di risolvere la faccenda ferrovia. E dire che sulla ferrovia sono stati fatti studi e ipotesi di varia natura, interrarla, sopraelevarla, elettrificarla, raddoppiare il binario, lunette varie, rotture di carico e vetture bimodali. Altro? Sì, aggiungiamo noi: perché non trasformare la linea in una vera attrazione turistica? Del resto è sufficiente guardare cosa hanno fatto gli amici Svizzeri per testarne la validità. Oltre alpe il treno rappresenta una gran fetta delle proposte turistiche. Esistono treni tematici (Train au chocolat), treni che si arrampicano sui ghiacciai (Train du glacier), percorsi panoramici (Bernina Express) e comodi spostamenti interni con vetture panoramiche utilizzabili sia come mezzo di trasporto sia per escursioni turistiche.

Proprio su questo tema potrebbe essere interessante proporre una linea con finalità turistica tanto più che la linea termina nei pressi delle frequentatissime terme di Pré-Saint-Didier e ai piedi del Monte Bianco. Le visite in partenza dalla città di Aosta potrebbero contenere (su vetture differenti) soste nelle varie località, degustazioni a bordo, spiegazioni dei territori attraversati. Un’offerta formato famiglia da fare con i prati fioriti o sulla neve.

Forse solo una suggestione sentimentale più che una soluzione reale, in ogni caso la linea turistica completerebbe l’offerta di una regione alla quale non manca proprio nulla per essere il top nell’arco alpino. In modalità differente anche la disastrosa linea Chivasso-Aosta, se ben funzionante, darebbe una bella mano al turismo, di fatto la cabinovia per Pila si trova nei pressi della stessa stazione ferroviaria. Collegamenti efficaci consentirebbero il raggiungimento delle piste dai grandi centri urbani nel nord Italia in davvero poco tempo, con pochi soldi ed in tutta tranquillità.

 

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