Casa Speranza: a Courmayeur l’ultimo incontro

Sono state quattro le serate organizzate dal Consiglio Valle e da "Casa Sperantei" delle Suore di San Giuseppe, per promuovere e aiutare la difficile missione di questa struttura che ospita 50 bambini e che vuole donare loro un futuro migliore.
La serata a Courmayeur
Società

Quando immagini forti e commoventi che ci parlano di disagio si uniscono a testimonianze altrettanto profonde raccontate con il cuore, è difficile non farsi avvolgere da un senso di impotenza e dalla voglia di dover fare qualcosa. Le quattro serate organizzate organizzate dal Consiglio regionale in sinergia con l’Associazione “Casa Sperantei” Comitato Suore di San Giuseppe onlus, che hanno toccato i comuni di Aosta, Saint-Vincent, Arnad e infine, mercoledì 14 marzo, Courmayeur, erano volte diffondere la conoscenza dell’attività della Missione Casa Speranza, una struttura che si trova a Campina, a circa 90 km da Bucarest, in Romania.

Nel progetto iniziale, avviato nel 1996, venivano accolti bambini da zero a tre anni, ma oggi, a causa del blocco delle adozioni internazionali, molti ospiti rimangono a Casa Speranza ben oltre i 3 anni e alcuni di essi frequentano la scuola elementare. Casa Speranza è oggi una vera e propria casa famiglia, una sorta di rifugio di normalità, dove i bambini – attualmente una cinquantina – sono accuditi dalle suore, dal personale che le aiuta nel lavoro e dai volontari che periodicamente visitano la missione. Ogni serata a toccato un tema diverso, l’ultimo è stato quello del sostegno a distanza, dell’affido e delle adozioni internazionali.

A portare la propria esperienza, dopo i saluti da parte del Vice presidente del Consiglio Valle, Albert Chatrian, sono stati suor Nicoletta Danna, instancabile promotrice dell’attività e della Missione Casa Speranza, Armando Vandelli, Presidente del “Forum per i diritti dei bambini di Chernobyl-Associazione della Valle d’Aosta” e Tiziana Repetto che ha presentato la sua esperienza tra difficoltà e gioie ““Noi abbiamo fatto questa esperienza nel 2001 con l’affidamento temporaneo d’estate di un ragazzino bielorusso. E’ stata un’esperienza sicuramente non facile all’inizio ma arricchente. E’ importante dare a questi bambini una speranza, dimostrare che c’è qualcosa di meglio, che non c’è solo la difficile realtà in cui vivono, ma che si può pensare e immaginare un futuro migliore. Questo è stato sempre il nostro pensiero e siamo felici che il nostro ragazzo all’età di 18 anni abbia deciso di venire a vivere e di farsi adottare”.

Le serate oganizzate sul territorio hanno permesso di far conoscere il lavoro di Casa Speranza a molte persone e molti giovani si sono avvicinati a Suor Nicoletta Danna per cercare di avvicinarsi maggiormente a questo contesto, cercando di portare il loro aiuto.
“Quello che forse mi ha fatto più piacere – ha detto Suor Nicoletta – è sentire giovani che sono venuti ad interessarsi per fare delle esperienze di volontariato. Penso che siano fondamentali perché anche un ragazzo molto giovane può sentire veramente di essere utile, di poter fare qualcosa per gli altri. Abbiamo avuto un pubblico molto attento, molto sensibile, e queste serate sono state fatte proprio perché sentiamo quando l’impegno di educare questi 49 bambini, sia un impegno notevole e ci sentiamo un po’ impotenti di fronte a questo sforzo. Grazie all’aiuto di tutti possiamo però andare avanti e cercare di dare a questi bambini tutto quello di cui hanno bisogno”
 

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