Il Consiglio dice No alla riduzione dei consiglieri

Nel pomeriggio l’assemblea regionale ha respinto a maggioranza l'ipotesi di ridurre da 35 a 27 il numero di consiglieri, contenuta in un disegno di legge costituzionale presentato da alcuni senatori del Pd.
Consiglio regionale
Politica

Al primo piano di piazza Deffeyes le poltrone rimarranno trentacinque. Nel pomeriggio, l’assemblea degli eletti ha infatti respinto a maggioranza l’ipotesi di riduzione del numero di consiglieri contenuta in un disegno di legge costituzionale, presentato da alcuni senatori del Pd. Il gruppo Alpe si è astenuto (salvo il consigliere Giuseppe Cerise, che ha votato a favore), mentre la maggioranza e il Pd hanno votato contro.

La proposta prevedeva un taglio di 8 “posti”, che avrebbe portato quindi da 35 a 27 il numero dei Consiglieri. “Per noi il numero stabilito dallo Statuto è congruo – ha spiegato Alberto Zucchi (PdL), presidente della prima Commissione "Istituzioni e autonomia" – in quanto abbiamo una peculiarità rispetto alle altre Regioni che è quella di non avere sul nostro territorio la Provincia. Riguardo poi alla riduzione dei costi della politica, noi, come Consiglio regionale abbiamo dato il buon esempio e siamo tra coloro i quali sono intervenuti per primi.”

“A mio avviso 29 Consiglieri potevano essere più che rappresentativi della realtà valdostana – ha commentato invece Giuseppe Cerise – quindi la proposta di riduzione, pur essendo calata dall’alto, mi trova favorevole perché ne faccio una questione di principio”.

Contestualmente è stato anche respinto dalla maggioranza (Alpe si è astenuta) un ordine del giorno, presentato dal Pd, in cui si impegnava la prima commissione consiliare a “formulare una proposta sulla composizione del Consiglio regionale” che tenga conto delle “specificità della Valle d’Aosta” in un’ottica di “contenimento della spesa pubblica”.

Secca la replica del Presidente della Regione, Augusto Rollandin, secondo il quale “la riduzione dei Consiglieri non porta al contenimento dei costi della politica. Non crediamo utile riaprire un dibattito che riteniamo chiuso e ampiamente sviluppato in altre occasioni.”

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