La "Festa dei cacciatori" valdostani che si è aperta qesta mattina alle ore 10 presso il PalaExpo di Pollein ha un contorno amaro. L’appuntamento, organizzato dalla Presidenza della Regione e dall’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali in collaborazione con il Comitato regionale per la gestione venatoria, è infatti accompagnato ogni anno dalle polemiche. Ma quelle di quest’anno sono veramente molte e da questa mattina non si contano più le lettere inviate alle redazioni e agli Uffici della Presidenza della Regione, da parte di gente comune che prende di mira l’evento e evidenzia il carattere di “spreco” di risorse pubbliche. Decine di lettere firmate, alcune delle quali accompagnate da più firme, puntano il dito su questo evento. La caccia può piacere o meno, ma il pubblico, oltre che sull’appuntamento in sé, sembra prendersela più sul finanziamento pubblico che ha accompagnato l’organizzazione della kermesse, in un momento di crisi economica. Si seguito alcune delle lettere arrivate alla nostra redazione.
Federica da Milano – “Se scrivo è perché non ritengo corretto regalare, in un periodo così difficile per molte famiglie in cui mancano i soldi per arrivare a fine mese, dare ben 50.000 euro per la festa della Caccia! Questa disciplina insegna la morte, di esseri che vengono stanati nel loro habitat naturale per divertimento di chi ama imbracciare un fucile”.
Nicola da Ravenna – Scrivo per esprimere il mio disappunto per quanto riguarda l’iniziativa di una festa dedicata ad un attività misera, disonesta, vigliacca, quale è la caccia. Si potranno elargire tutte le giustificazioni possibili che tenteranno di tutelare la caccia, tradizione, cultura popolare ecc, ma la verità è che nessuna può reggere. La caccia è impoverimento, è diseducazione, è desensibilizzazione verso il regno animale, la caccia è miseria umana. Chi si diverte a fare il tiro al bersaglio con delle vite di altri individui dovrebbe essere perseguito per legge ma evidentemente non siamo così evoluti da capire l’insostenibilità di nostri atteggiamenti prevaricatori dell’uomo nei confronti della natura. Togliere la vita ad un altro animale oltre ad essere un crimineetico è pure egoisticamente insostenibile. A fronte di un miglioramento dello stato generale del pianeta ( e con questa frase voglio generalizzare molto e includere tutti i problemi, ecologici, biodiversità, equità, ecc ecc) è assolutamente imperativo una diversa educazione dell’uomo nei confronti della natura. Rivalutare molti dei nostri atteggiamenti, abitudini è indispensabile,
l’uomo è ora che scenda da quel trono fittizzio e pericolante che lo tiene esiliato dalla natura e dalla sua natura. Una iniziativa come quella valdostana, patrocinata e finanziata dalla regione o comune che sia, è una trovata che va contro tutti i principi elencati qui sopra, chiedo a tutti voi di dare voce alla giustizia, ad un nuovo pensiero di speranza per il futuro.
Silvana – “Buongiorno, scrivo per manifestare il mio disappunto per la scelta di utilizzare contributi pubblici della Regione a favore di una "festa della caccia" in Val d’Aosta, di nessuna utilità per la collettività oltre che dannosa per animali ed ambiente. Mi auguro che questa decisione venga rivista e venga limitato così il continuo spreco di denaro pubblico”.
Annamaria – “Buongiorno, sono basita dall’evento che è stato organizzato dalla regione Val d’Aosta.
Dall’articolo de “La Stampa” apprendo che la Regione spende 50 mila euro di soldi pubblici per regalare ai cacciatori questa bella festa della caccia????? Invito la regione Val d’Aosta e il suo Presidente, a riflettere e vi invito ad usare i soldi pubblici per cose utili, e non per fare questo tipo di regali”
Alessandro ”Buona giornata a tutti non posso che esprimere il mio disappunto, il mio disaccordo la mia totale contrarietà all’iniziativa -oltretutto costosa- che vede coinvolta una giunta regionale. Non sono armato e non potrò uccidere nessuno, contrariamente ai "doppiettisti" posso far del "male" solo attraverso questi "fogli di carta elettronici" così impalpabili ed inesistenti (con un clic compaiono ed un altro clic scompaiono) ma che possono trasformarsi in roboante valanga se scendendo lungo il pendio degli infiniti indirizzi elettronici come una palla di neve mano a mano ne raccogliesse tanta altra da diventare inarrestabile. Non riuscirò mai a capire lo "sport" della caccia e men che meno perché i suoi adepti o "sportivi" che dir si voglia, possano venire festeggiati, per giunta da una Giunta (scusatemi il gioco di parole) di una regione bellissima, la quale invece avrebbe il compito di tutelare una flora e fauna ineguagliabili, di cui dispone concludo qua e come vedete non ho usato toni forti e nemmeno insulti, del resto il peggior insulto sta in quell’inopportuna iniziativa, non trovo nulla di peggio di quella e prima di salutarVi non posso fare a meno di una personale, ma spero anche Vostra, riflessione: se uccidere si può configurare come uno sport, significa forse che le fazioni contrapposte, i contendenti del periodo tra il 15 e 18 e poi 40/45 erano solo degli "sportivi" e che le devastanti guerre solo "Olimpiadi".
Pier Mauro – Complimenti per la bella iniziativa, La festa della caccia. Oltre ad avere qualcosa di sadico in cui si celebra la morte di qualcun’altro, quindi abbastanza rivoltante e macabra in questo periodo di crisi, di persone che perdono il posto di lavoro e quant’altro è anche un toccasana per i soldi pubblici. Cacciando si annienta la natura, si annientano delle vite di specie anche a rischio estinzione ma secondo voi ha anche bisogno di essere celebrata con tanto di festa campestre? Scusatemi ma lo trovo veramente indegno e fuori luogo, se penso poi all’idea che si possono fare i bambini a cosa gli state insegnando, e si perché il messaggio che mandate a bimbi è solo di morte e devastazione delle specie, la caccia come tante altre macabre usanze è un comportamento che si apprende, e quale modo migliore di farlo con una bella festa sponsorizzata anche da chi non ci vuole avere niente a che fare.
Se i cacciatori vogliono festeggiare dovrebbero pagarsi da soli le loro danze della morte, non con i soldi pubblici che dovrebbero essere utilizzati in modi migliori, soprattutto in questo brutto periodo.
Sonia – “Come giornalista e cittadina scrivo per testimoniare la mia profonda indignazione nell’apprendere che la Regione regalerà 50.000 euro (soldi dei cittadini la cui maggioranza è contraria a questi massacri) ai cacciatori per festeggiare il divertimento che provano nell’ammazzare delle creature SENZIENTI e innocenti, e tutto questo, vergognosamente travestito da "amore verso la natura". La cosa risulta essere ancora più negativa se consideriamo l’epoca di grande ristrettezze economiche nelle quali moltissimi cittadini purtroppo vivono. Sarebbe stato meglio dare quei soldi a qualche famiglia bisognosa. E meno male che siamo noi animalisti a non amare gli esseri umani. Ovviamente divulgheremo il più possibile l’assurdità di queste iniziative che appartengono ormai alla preistoria della coscienza umana e del senso civico. Distinti saluti”
Barbara – Credo che i soldi della regione Valle d’Aosta versati dai contribuenti meriterebbero una destinazione un pò più nobile che non quella di finire nel divertimento di chi ancora oggi vede la caccia come uno sport e non come quello che in realtà è, un massacro della fauna selvatica patrimonio di tutte le generazioni, quelle presenti e quelle future. Grazie per l’attenzione!
Francesco – “Spesso sono anche anziani, sbagliano il bersaglio e feriscono e uccidono anche persone. Quando invece non sbagliano mira uccidono e feriscono uccellini, daini, caprioli, animali di ogni tipo, magari non al primo colpo, causando la loro agonia per giorni, causando la privazione della madre ai cuccioli, portando scompiglio, paura, agitazione nei boschi e nella natura. 1500 persone a cui piace uccidere. Perchè vengono spesi i soldi pubblici per loro? Quante migliaia di persone devono stare chiuse, rintanate in casa per non correre il rischio di esseee impallinate da loro? Perchè vengono spesi i soldi pubblici per loro? Perchè? Grazie dell’attenzione,
Vanessa – Buongiorno, scrivo per complimentarmi con la regione per la "bellissima" festa regalata ai cacciatori valdostani a Pollein. Non è pensabile, specialmente in un clima come quello attuale spendere 50.000 euro di fondi pubblici per regalare alle vostre 1500 "doppiette" questa festa. Sicuramente questi soldi potrebbero essere spesi per scopi più utili a tutta la comunità e non per celebrare solo una piccola parte della popolazione.
Davvero complimenti.
Roberta – In merito alla Festa della caccia organizzata dalla Regione Val d’Aosta, desidero dire che la regione dovrebbe usare i soldi pubblici per cose utili, e non per fare regali ai cacciatori. La caccia é amorale! Distinti saluti.
Cristina da Torre d’Arese (Pavia) – Protesto vivamente pr l’organizzazione della "Festa della caccia" a cura della Regione Val d’Aosta. Mi pare che i soldi dei contribuenti possano essere spesi per ben altre esigenze che non per quelle della setta dei cacciatori che non mi pare per niente bisognosa. Pur tralasciando la vergognosa iniziativa di supportare uno "sport" cruento per cui la maggior parte degli italiani prova disgusto.
Giuseppe – Vorrei spendere due parole sperando di avere voce in capitolo riguardo la festa dedicata alla caccia, ora, lasciando pur perdere il fatto che sia giusto o no uccidere gli animali, ma addirittura farlo come sport è il colmo, adesso
organizziamo pure una festa per rendere omaggio a questi assassini, perché chi uccide è un assassino. Vi invito a pensare, vi invito a pensarci su per davvero, vorrei potervi far udire il timbro della mia voce per farvi capire l’importanza della cosa ma mi è
impossibile, l’unica cosa che mi è permessa è porre la vostra attenzione sull’infamia che è questo sport, non incoraggiamo altri a farlo e non omaggiamo chi già lo fa, è addirittura la terza edizione quindi immagino che lettere di protesta già saranno state ignorate ben due volte, questa è la prima che vi scrivo e prego che almeno venga letta. Grazie.
Annagrazia – Vi scrivo per esprimere il mio dissenso all’uso di soldi pubblici per finanziare una "festa" della caccia. Questa orribile pratica andrebbe abolita, non incentivata, tra l’altro coi soldi di tutti. E’ vergognoso, se proprio i cacciatori vogliono festeggiare le loro stragi lo facciano a spese loro.
Una «Festa della caccia»? Le manifestazioni pubbliche sono realizzate – va da sé – con il denaro pubblico: la Regione Val d’Aosta non può arrogarsi il diritto di disporre dei soldi di tutti i cittadini per patrocinare un evento destinato alla ristretta (grazie al Cielo!) minoranza dei cacciatori. – Seguono 9 firme
Marina – Buongiorno, ho saputo che la Regione Val d’Aosta ha organizzato per domenica 20 maggio, spendendo anche soldi pubblici, la "Festa della caccia". Trovo davvero fuori luogo che la Regione si impegni, sia come immagine che come contributo in denaro, in una tale manifestazione, che non è altro che un regalo ai cacciatori.
Se i cacciatori vogliono organizzarsi una festa, che se la facciano da soli, non aiutati dalle istituzioni. La caccia non è certo una pratica da sostenere, tutt’altro: consiste nel provocare sofferenza e morte a esseri indifesi e innocenti, e nel divertirsi nel far questo. Peggio di così… Dato che la stragrande maggioranza della popolazione è contro la caccia, e i cacciatori sono una piccolissima percentuale degli italiani, vi invito per i prossimi anni a non sostenere questa minoranza dannosa: non è giusto, non è etico, non è quello che le istituzioni devono fare.

