Il ritorno di fiamma per la Vecchia Signora

Il ritorno di fiamma per la Vecchia Signora Marketing turistico e sport, binomio vincente o costosa illusione?
Turismo
Economia, Società

Non c’è ancora l’ufficialità ma sembra sicuro che, dopo diversi anni, la Juventus tornerà a Chatillon per il ritiro estivo. La squadra neo campione d’Italia rimarrà in Valle d’Aosta dal 10 al 25 luglio: si parla di un accordo triennale da 620.000 euro per il primo anno e cifre a salire nei due anni successivi. Sicuramente si tratta di un investimento importante, per alcuni anche eccessivo, come testimonia il sondaggio proposto da Aostasera secondo cui il 52% dei votanti ritiene che questi soldi si sarebbero potuti spendere per scopi più utili.

E’ normale che una cifra del genere scateni un dibattito e divida nettamente le opinioni: ai due estremi c’è chi si scandalizza per lo sperpero del denaro pubblico e chi invece si esalta (magari anche influenzato dal tifo) pensando al ritorno di immagine portato dalla squadra con più tifosi in Italia. Volendo assumere una posizione meno estrema ed il più possibile obiettiva, bisogna riconoscere che entrambi i punti di vista hanno un fondamento. Infatti è certamente vero che si tratta di un’azione di co-marketing imponente che coinvolge un brand di primissimo piano, e questo non può che far felice chi rimprovera alla Valle d’Aosta una scarsa presenza sui palcoscenici più importanti della comunicazione. In particolare, gli operatori turistici di Chatillon, Saint Vincent e delle zone limitrofe, hanno una grande occasione di visibilità oltre che commerciale data dai flussi turistici potenzialmente notevoli nei giorni del ritiro. Dovranno però trovare delle formule interessanti per incentivare i visitatori a rimanere, scongiurando il fenomeno dell’escursionismo, ovvero chi viene in giornata (magari solo per scorgere i propri beniamini e rimediare un autografo) per poi tornarsene a casa senza pernottare.

Dall’altro lato, non si può ignorare quanto sia pesante lo sforzo economico per la presenza della Vecchia (ed esosa) Signora e quanto si sarebbe potuto fare impiegando diversamente una cifra del genere. Rimanendo nel campo turistico, senza esplorare altre possibili finalità dei soldi pubblici, è certamente vero che cifre di questa portata sono sufficienti a sostenere –ad esempio- l’applicazione di un intero piano di marketing per diversi anni: creazione di un portale turistico ex-novo, realizzazione di campagne di marketing integrate sia online che offline, social media marketing, workshop e roadshow sono alcuni esempi di iniziative realizzabili all’interno di tale spesa.

E’ quindi naturale interrogarsi se una singola azione possa generare un ritorno di investimento, sia di immagine che commerciale, tale da far fruttare un tale investimento. Il nodo della questione, che comunque non si ha certo la presunzione di esaurire qui, sta forse proprio in questo: ogni investimento è buono se viene fatto fruttare. Per rimanere ad un altro caso recente del binomio sport-turismo, si può fare l’esempio del Giro d’Italia: un evento sicuramente importantissimo e potenzialmente fondamentale se ben sfruttato. La Valle d’Aosta ha fatto un grande lavoro di organizzazione, ci sono stati sforzi mirati anche nella promozione turistica (ad esempio attraverso il Club Bike Valle d’Aosta). Certo, se un evento di questo tipo deve essere visto prima di tutto in un’ottica di destination branding (potenziamento dell’immagine e della marca territoriale), fa male vedere il percorso tappezzato dal logo turistico del Trentino, al punto che uno spettatore appena sintonizzatosi in tv avrebbe potuto credere di assistere alla salita al Pordoi o al Bondone. E’ fondamentale quindi che questi grandi “colpi di mercato” tanto per rimanere nel gergo calcistico, siano poi gestiti nel modo migliore a livello di marketing e soprattutto branding. Perché tutte le azioni di marketing hanno un costo, ma conquistare l’immaginario del turista non ha prezzo, ed ha un valore che si moltiplica nel tempo.

 

A CURA DI TURISMOK

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte