Piazza della Cattedrale: “Senza sponsorizzazione, faremo un incarico diretto”

Chiamato in causa da una mozione dell'opposizione, il sindaco Giordano è intervenuto sulla sospensione della gara di idee progettuali per riqualificare piazza Giovanni XXIII. "Aspettiamo di leggere la sentenza del Tar", ha affermato.
Politica

"Dobbiamo capire se il percorso scelto è inficiato solo da un carattere formale, oppure se viola una serie infinita di norme: nel primo caso faremo le dovute correzioni e lo utilizzeremo per riqualificare altre piazze, nel secondo faremo in altro modo". Il sindaco Bruno Giordano ha commentato così la sentenza del Tar della Valle d’Aosta che, a seguito di un ricorso presentato dall’albo degli architetti e degli ingegneri, ha fatto saltare la scelta dell’amministrazione di lanciare un concorso di idee progettuali, volte alla riqualificazione di piazza Giovanni XXIII. Le idee avrebbero dovuto essere presentate da eventuali sponsor, che in cambio del farsi carico dei successivi costi di progettazione, avrebbero beneficiato di visibilità pubblicitaria. Per il Comune quindi, sarebbe rimasto solo il costo dei lavori, che non avrebbero dovuto superare il milione e 500 mila euro.

Giordano è stato chiamato durante il consiglio comunale del 29 maggio, da una mozione dell’opposizione che chiedeva di ritirare la delibera sulla sponsorizzazione. "Appena abbiamo saputo del ricorso – ha spiegato il sindaco – abbiamo sospeso le procedure in corso: adesso attendiamo di poter leggere le motivazioni della sentenza e capire cosa non va". Su quest’ultimo aspetto il primo cittadino si è dimostrato cautamente ottimista: "Mentre eleboravamo questa nuova procedura, il ‘decreto SalvaItalia’ del governo Monti ha aumentato da 15 a 30 giorni i tempi per elaborare un’idea progettuale, quindi è possibile che il problema sia proprio lì».

Gli altri elementi del ricorso dei due albi, ricordati in aula dal consigliere Alpe Loris Sartore, verterebbero sulla violazione dei contratti per i tempi di pubblicazione, sulla mancanza o la superficialità dei criteri di valutazione della commissione giudicante e sulla mancanza dei requisiti di qualificazione dei professionisti. "Il 20 giugno, quindi, arriverà la sentenza del Tar, che renderà più chiaro il quadro".

L’idea, voluta da architetti e ingegneri, di una normale gara di progettazione, resterebbe comunque accantonata: "noi abbiamo coscienza dei tempi che stiamo attraversando – sostiene Giordano – non abbiamo intenzione di fare progettazioni perchè poi finisca tutto in un cassetto". "Succederebbe così – continua – ci beeremmo gli occhi e le menti ma il risultato sarebbe nullo". Quindi, la scelta dell’amministrazione è, in ogni caso, di non procedere con un iter normale: "Ci metteremmo tre anni per arrivare solo ad un progetto esecutivo – spiega l’assessore Stefano Borrello – piuttosto perciò procederemo con un incarico diretto".

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