E’ stata simbolicamente deposta intorno alle ore 17,15 del pomeriggio la “prima pietra” che da avvio concreto e piena attuazione all’accordo di programma siglato il 30 luglio 2008 tra Ministero della Difesa, l’agenzia del Demanio, la Regione Autonoma Valle d’Aosta ed il Comune di Aosta, per l’adeguamento e la ristrutturazione di alcuni immobili in uso alla Difesa nei comuni di Aosta e Pollein e la cessione, in favore della Regione, della caserma “Testafochi” di Aosta, futura sede del Polo universitario. In guanti bianchi la simbolica posa è stata fatta dal sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone, e dal Presidente della Regione, Augusto Rollandin. Nella cerimonia che si è svolta ad Aosta, nella Caserma Ramires, in via Lexert, alla presenza, tra gli altri, del capo di stato maggiore dell’esercito generale Claudio Graziano, del sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone, del presidente della Regione, Augusto Rollandin e del sindaco di Aosta, Bruno Giordano, e dell’amministratore unico d NUV – Nuova Università Valdostana – Bruno Milanesio, è stato più volte evidenziato il rapporto sinergico e virtuoso che ha portato a “vincere una sfida”.Secondo le previsioni, dall’autunno del 2013, con la cessione della Testafochi, verranno avviati i lavori per la realizzazione del campus universitario. Soggetto attuatore dell’intervento è la NUV, società pubblica di scopo partecipata interamente da Finaosta su mandato regionale.
“Ritengo un privilegio essere qui oggi – ha evidenziato il sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone – così come essere stato presente il 30 luglio 2008 alla firma dell’accordo. In un’unica soluzione siamo riusciti a dare risposta alle esigenze della Difesa e in prospettiva anche della comunità valdostana grazie alla sede, per altro futuristica, del polo universitario valdostano”. Di fatto l’attuazione dell’accordo di programma, finanziata per la somma di 27,9 milioni di euro, prevede una ristrutturazione generale degli edifici delle caserme Battisti e Ramires ad Aosta e nella riqualificazione dell’eliporto di Pollein, attraverso la demolizione di edifici, la costruzione di nuove strutture edilizie, la razionalizzazione dei percorsi interni e degli accessi di sistemazione degli spazi esterni.
I rendering del progetto sono stati presentati in una conferenza stampa alla presenza della autorità militari e civili regionali e nazionali al Castello Cantore. L’ottimizzazione delle strutture militari porterà ad un risparmio economico della Difesa, e anche energetico calcolato in 190mila kg di emissioni di CO2 evitate in ambiente. Per tutti gli edifici che saranno oggetto di ristrutturazione e ottimizzazione è previsto l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia con cappotti isolanti, isolamento termico delle superfici disperdenti e ottimizzazione degli impianti.
“L’intesa tra Regione, Agenzia del demanio e Ministero della Difesa rappresenta un modello da replicare su scala nazionale – ha detto il generale Claudio Graziano – con la possibilità per l’Esercito di razionalizzare la propria struttura, individuando fonti di risparmio, e nel contempo restituire alla comunità spazi per lo sviluppo e lo studio’.
“Il progetto vede luce in un momento difficile – ha detto il Presidente Rollandin – e questi 28 milioni di euro sono un investimento per i giovani. E’ una traguardo e allo stesso tempo un inizio, è il risultato di un lavoro di squadra raggiunto grazie all’impegno di tanti soggetti. Si tratta di un progetto ambizioso, vogliamo un’università di eccellenza che troverà nella trasformazione della Testafochi il suo giusto contesto e che beneficerà dal punto di vista culturale, sociale ed economico l’intera città”.
“Questa trasformazione così densa di significati e di evocazioni – ha aggiunto tra l’altro Rollandin – è l’epilogo di un processo lungo, iniziato negli anni ’80 e che era stato poi riavviato nel 2000 con la creazione dell’Università della Valle d’Aosta e, nello stesso anno, con l’approvazione – tramite la Commissione Paritetica – della Norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di potestà legislativa regionale per il finanziamento dell’università e dell’edilizia universitaria. La Norma stabiliva, infatti, che l’utilizzo a tal scopo di beni immobili delle Forze Armate, previsto dal nostro Statuto speciale, avveniva d’intesa tra il Ministero della difesa e il Presidente della Regione”.
“Non è una posa simbolica questa – ha sottolineato il primo cittadino di Aosta, Bruno Giordano – lunedì si mette la seconda pietra e così via. I lavori sono partiti. La nascita del Polo universitario restituirà spazi alla città, dotandola di un Ateneo all’altezza degli standard più moderni, in grado di attrarre frequentatori e con tutte le carte in regola per raccogliere la sfida alla base della riuscita di qualsiasi progetto universitario: l’integrazione con il territorio circostante che, non dobbiamo dimenticarlo, non può, però, prescindere dal contributo attivo di tutti i soggetti che, a diverso titolo, sono e saranno chiamati a raccoglierla, questa sfida Un disegno realistico, improntato a garantire ad Aosta una presenza stabile di quella gioventù che non potrà che giovare alla città e al suo sviluppo”.
In tutti i discorsi non è mancato il forte riferimento al rapporto della Valle d’Aosta con l’alpinità e con la storia di cui gli Alpini sono stati protagonisti. La giornata si è poi chiusa con il celebre carosello alle ore 18,30 in Piazza Chanoux della fanfara della Brigata Alpina “Taurinense” e con l’esibizione al Teatro Giacosa a seguire.







