Per chi non l’avesse ancora fatto sarà ancora possibile visitare, fino a domenica 22 settembre prossimo, al Museo Archeologico Regionale di Aosta, la mostra dedicata a Renato Guttuso dal titolo "Renato Guttuso. Il Realismo e l’attualità dell’immagine".
L’esposizione riunisce oltre 50 opere primarie di Guttuso, dalle nature morte della fine degli anni ’30 e dei primi ’40 al drammatico Partigiana assassinata, 1954, dal visionario Bambino sul mostro, 1966, all’epico Comizio di quartiere, 1975. Curata da Flaminio Gualdoni con Franco Calarota l’esposizione rende protagonista ancora una volta una delle figure profondamente coinvolte nel clima sociale e politico del suo tempo e tra le coscienze più autorevoli dell’arte del secondo dopoguerra.
Sin dalla metà degli anni ’30 la sua scelta è chiara, in nome di una figurazione che da un lato recuperi in modo critico l’identità antica della pittura, la sua capacità di farsi racconto ed emblema, e dall’altro sia lo specchio critico di un rapporto intenso, lucido, drammatico anche, con la storia. La precoce scelta antifascista, l’adesione al movimento comunista, ne fanno l’interprete maggiore di un realismo che non è scelta retorica e celebrativa, ma testimonianza critica del proprio tempo, del presente individuale e collettivo, di cui restituire una verità possibile.
L’esposizione resterà aperta con orario continuato dal martedì alla domenica 10.00-18.00. Lunedì chiuso. Il costo del biglietto d’ingresso è di 5 euro intero, 3,50 euro ridotto; entrata gratuita fino a 18 anni e oltre 65 anni.
