Il Consiglio comunale di Aosta si è interrogato, questo pomeriggio, sulla candidatura del capoluogo regionale a Capitale Europea della Cultura 2019, con il gruppo Alpe in Question Time che ha lanciato il sasso. “L’iniziativa è naufragata – spiega il Capogruppo del Galletto, Carlo Curtaz – e la Commissione Internazionale ha fermato 15 città. Noi non ci siamo iscritti al ‘club dei gufi’ e sin dal primo momento, anzi, abbiamo lavorato seriamente affinché la candidatura della nostra città avesse qualche probabilità di riuscita. Il punto adesso è capire cosa non ha funzionato nel proporre questa candidatura, siamo interessati a fare una riflessione sul perché sia anzi risultata così debole”.
La richiesta, esplicita, che si legge sull’Ordine del giorno presentato è quella di una prima sommaria valutazione riguarda questa immediata esclusione da parte della Commissione Internazionale, cercando di soffermarsi sulle criticità e le debolezze che si sono evidenziate. Secondo l’Assessore comunale alla Cultura, Andrea Paron, “sapevamo sin dall’inizio della complessità di questa sfida e come scritto su alcuni organi di stampa la nostra candidatura è stata un prova di coraggio, un confronto con alcune realtà italiane che hanno un’elaborazione culturale sicuramente più forte della nostra. La consapevolezza che ne risulta è che dobbiamo lavorare con ancora più decisione sulla cultura e sulla ricettività turistica”.
Oltre alle valutazioni dell’Amministrazione municipale ci sono poi, nelle parole dell’Assessore, le considerazioni arrivate direttamente dalla Presidenza della Giuria chiamata a valutare le proposte delle varie città italiane: “Nelle affermazioni del Presidente Steve Green – spiega Paron – ci sono elementi per riflettere sul futuro della città. Green ha sottolineato poi il buon lavoro svolto da tutte le amministrazioni, dicendo che la scelta è stata comunque molto difficile. La scelta è stata poi compiuta attraverso progetti che sapessero interpretare il futuro della cultura e tutte le città con un grande passato hanno lavorato bene ma poco indirizzate al futuro, chiave principale dei criteri di scelta anche se un po’ indistinto. La Giuria fornirà comunque una relazione che faccia capire le criticità del nostro progetto, che ci auguriamo possa fornirci qualche elemento in più su cui lavorare”.
In chiusura, però, qualche spiraglio per ripensare il futuro culturale del Capoluogo regionale c’è: “Il Direttore Generale dei Beni e delle Attività Culturali – conclude Paron – ha dichiarato che i progetti non accettati non verranno dimenticati dato che questa iniziativa ha dimostrato un patrimonio di progettualità che prova che l’Italia intera è un patrimonio della cultura europea e una base su cui lavorare. Il progetto di ‘Italia 2019’ può essere comunque l‘opportunità per richiedere finanziamenti per portare avanti comunque i progetti presentati alla Commissione”.

