Per mantenere viva la memoria della Shoah, anche quest’anno un gruppo di studenti valdostani delle scuole secondarie di 2° grado prende parte al Treno della Memoria. I 36 ragazzi partiti questo pomeriggio alle ore 14 per il viaggio che li vedrà fino al 18 febbraio impegnati nella visita guidata dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, del ghetto ebraico della città e del Museo Schindler, hanno aspettative importanti e sono consci che non sarà una vacanza ma un’esperienza forte. “Spero che sia da stimolo alla mia crescita personale e culturale – dice Silvye Dussailler, della classe 5 dell’Institut Agricol régional – e spero che sia un’opportunità che in futuro possano avere anche altri studenti, perché è un viaggio importante”.
L’iniziativa, infatti, vuole promuovere così, attraverso un percorso guidato di conoscenza storica e di educazione alla partecipazione, la riflessione sul rapporto tra scelte individuali, indifferenza, cittadinanza e “passaggio di testimone”, nell’ambito delle vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale e delle deportazioni nei campi di sterminio. I ragazzi, accompagnati da 6 docenti, frequentano le ultime classi del Liceo classico e artistico di Aosta, del Liceo delle scienze umane e scientifico Maria Adelaide, dell’Institut agricole régional e del Liceo linguistico di Courmayeur. L’iniziativa più in generale coinvolge 600 studenti da tutta Italia e il viaggio diventa occasione di riflessione sui luoghi simbolo della persecuzione nazista nella seconda guerra mondiale.
“Tutti gli apprendimenti significativi devono trovare un ancoraggio esperienziale per poter rimanere nel tempo – ha evidenziato Giovanna Sanpietro , Sovrintendente agli Studi, presente alla partenza del ragazzi insieme all’Assessore all’istruzione e cultura, Joel Farcoz – Credo che questa esperienza servirà ai ragazzi per far davvero memoria di quello che andranno a vedere. Qualcuno critica il fatto che si possa fare del turismo rispetto all’Olocausto. Credo che in realtà le immagini che ci raggiungono attraverso i media, i filmati e le letture, forse non riescono ad avere la valenza forte che una visita su territorio, il loco, può avere”. “Dovranno essere sicuramente ambasciatori di questi luoghi che la storia definisce luoghi di sofferenza – ha aggiunto l’Assessore Farcoz – Credo che poi dovranno farsi parte attiva di quello che avranno visto con tutti i loro coetanei, per non dimenticare assolutamente quello che purtroppo la storia ci ha regalato in passato”.

