Superticket solo sopra i 36 euro, approvato l’emendamento proposto dalla minoranza

Passa all’unanimità anche la modifica all'articolo 20 del bilancio. Le risorse aggiuntive regionali per il finanziamento del trattamento accessorio del personale dell'USL sono quindi confermate in circa 2 milioni per gli anni 2014, 2015 e 2016.
Politica

Si stempera un po’ l’atmosfera in Consiglio Regionale, giunto oggi alla sua quinta giornata di lavori. Dimenticate per un ottimo le polemiche, maggioranza e opposizione convergono sulla Sanità, settore da sempre delicato.

Anzitutto l’emendamento numero 22, proposto della minoranza all’articolo 20 del documento finanziario che mette nel mirino i cosiddetto ‘superticket’, la maggiorazione di 10 euro per gli esami sanitari specialistici già applicata nella maggior parte delle regioni italiane già dal 2011. “Rispetto all’introduzione del ‘superticket’ – spiega Patrizia Morelli – la minoranza chiede invece che non sia un’applicazione ‘tout-court’ ma piuttosto un ticket modulato sui redditi dei pazienti, senza che sia inserita una quota fissa troppo penalizzante”.

Una questione non solo economica, secondo la consigliera Alpe, dal momento che: “Il ‘superticket’ ha messo in mostra una drastica riduzione degli esami specialistici, dal momento che la spesa in più non è sostenibile per molte persone. I criteri, secondo il nostro emendamento, dovrebbero tener conto della situazione reddituale e del peso specifico, dell’importanza, dell’esame”. L’apertura arriva direttamente dall’Assessore alla Sanità Antonio Fosson: “Sono felice che l’atmosfera sia così positiva oggi – dice l’Assessore – e sono contento che non si sia scaduti nel populismo, perché siamo tutti d’accordo che i ticket sugli esami specialistici vadano inseriti. In Valle abbiamo il 54% dei pazienti esentati dal pagamento dei ticket, ma vogliamo comunque inserire degli indicatori di reddito anche per la sanità. La nostra proposta è quella di introdurre il ticket di 10 euro, ma solo se l’esame è d’importo inferiore ai 46 euro non verrà applicata”. La minoranza riesce a scendere a 36, e l’emendamento viene accolto da tutta l’assemblea all’unanimità.

Passa soprattutto un emendamento all’articolo 20, che ha trovato una convergenza spiegata da Jean-Pierre Guichardaz: “È stato un accordo sul filo di lana – spiega il consigliere PD – nato grazie alla disponibilità dell’assessore e del governo che hanno accettato le nostre richieste”. L’emendamento, in soldoni, lo spiega Fosson: “Le risorse aggiuntive regionali per il finanziamento del trattamento accessorio del personale dell’USL sono confermate in 2.065.000 per gli anni 2014, 2015 e 2016”. Nell’emendamento figurano anche 8 milioni e mezzo per il 2015, 8 milioni per il 2016 per il saldo di mobilità finanziaria.

Niente da fare invece per gli assegni post-natale che verranno erogati soltanto per il primo anno di vita del bambino (rispetto ai tre previsti fino ad oggi, ndr), nonostante l’emendamento difeso a spada tratta da un’indomita Carmela Fontana che aveva cercato di trovare un compromesso sui due anni. "Questa non ve la farò passare liscia – ha tuonato ieri in tarda serata la consigliera del Pd – vi farò una campagna contro spietata".

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