Si stempera un po’ l’atmosfera in Consiglio Regionale, giunto oggi alla sua quinta giornata di lavori. Dimenticate per un ottimo le polemiche, maggioranza e opposizione convergono sulla Sanità, settore da sempre delicato.
Anzitutto l’emendamento numero 22, proposto della minoranza all’articolo 20 del documento finanziario che mette nel mirino i cosiddetto ‘superticket’, la maggiorazione di 10 euro per gli esami sanitari specialistici già applicata nella maggior parte delle regioni italiane già dal 2011. “Rispetto all’introduzione del ‘superticket’ – spiega Patrizia Morelli – la minoranza chiede invece che non sia un’applicazione ‘tout-court’ ma piuttosto un ticket modulato sui redditi dei pazienti, senza che sia inserita una quota fissa troppo penalizzante”.
Una questione non solo economica, secondo la consigliera Alpe, dal momento che: “Il ‘superticket’ ha messo in mostra una drastica riduzione degli esami specialistici, dal momento che la spesa in più non è sostenibile per molte persone. I criteri, secondo il nostro emendamento, dovrebbero tener conto della situazione reddituale e del peso specifico, dell’importanza, dell’esame”. L’apertura arriva direttamente dall’Assessore alla Sanità Antonio Fosson: “Sono felice che l’atmosfera sia così positiva oggi – dice l’Assessore – e sono contento che non si sia scaduti nel populismo, perché siamo tutti d’accordo che i ticket sugli esami specialistici vadano inseriti. In Valle abbiamo il 54% dei pazienti esentati dal pagamento dei ticket, ma vogliamo comunque inserire degli indicatori di reddito anche per la sanità. La nostra proposta è quella di introdurre il ticket di 10 euro, ma solo se l’esame è d’importo inferiore ai 46 euro non verrà applicata”. La minoranza riesce a scendere a 36, e l’emendamento viene accolto da tutta l’assemblea all’unanimità.
Passa soprattutto un emendamento all’articolo 20, che ha trovato una convergenza spiegata da Jean-Pierre Guichardaz: “È stato un accordo sul filo di lana – spiega il consigliere PD – nato grazie alla disponibilità dell’assessore e del governo che hanno accettato le nostre richieste”. L’emendamento, in soldoni, lo spiega Fosson: “Le risorse aggiuntive regionali per il finanziamento del trattamento accessorio del personale dell’USL sono confermate in 2.065.000 per gli anni 2014, 2015 e 2016”. Nell’emendamento figurano anche 8 milioni e mezzo per il 2015, 8 milioni per il 2016 per il saldo di mobilità finanziaria.
Niente da fare invece per gli assegni post-natale che verranno erogati soltanto per il primo anno di vita del bambino (rispetto ai tre previsti fino ad oggi, ndr), nonostante l’emendamento difeso a spada tratta da un’indomita Carmela Fontana che aveva cercato di trovare un compromesso sui due anni. "Questa non ve la farò passare liscia – ha tuonato ieri in tarda serata la consigliera del Pd – vi farò una campagna contro spietata".
