Una riduzione di circa 200mila euro all’anno per i prossimi 5 anni. E’ il taglio ai costi della politica che aveva proposto la minoranza con una mozione respinta dall’assemblea, dopo oltre tre ore di discussione in aula, con un curioso 17 a 17 (e un astenuto) emerso dal voto segreto.
Il testo prevedeva in particolare la riduzione a sei del numero di assessori o di fissare il tetto massimo del costo degli Assessori regionali al di là della determinazione del loro numero; abbassare l’indennità di funzione del Presidente del Consiglio all’equivalente di quella degli Assessori regionali; ridurre del 50 per cento l’indennità di funzione per i Vice-Presidenti del Consiglio e i Consiglieri segretari e l’azzeramento delle indennità di funzione dei Presidenti delle Commissioni permanenti.
“E’ necessario ricostituire il rapporto fra politica e cittadini – ha sottolineato Chantal Certan di Alpe nell’illustrare la mozione – La riduzione di cui parliamo è immediata e possiamo darne corso già in questa legislatura producendo un risparmio di 975mila euro. Non riteniamo che la carica di Presidente del Consiglio preveda responsabilità maggiori di un Assessore, eppure percepisce 1.200 euro in più al mese i presidenti di Commissioni, non hanno nessuna responsabilità maggiore nell’aprire, condurre e chiudere le sedute delle Commissioni rispetto ai commissari. ” E’ toccato poi a Raimondo Donzel dare conto della proposta della maggioranza dei giorni scorsi sulla riduzione a 25 del numero dei consiglieri regionali: “Mi sarebbe piaciuto leggere nel comunicato un riferimento alla necessità di pari passo di riformare la legge elettorale altrimenti diventiamo il Burundi con soglie di sbarramento del 9%. Allo stesso modo non fate riferimento alla necessità di ridurre il numero di assessori.” Su questo impegno Donzel ha ricordato come il taglio potrebbe essere subito applicabile senza dover aspettare il doppio passaggio alle camere del Parlamento: “Perché quindi non farlo? Cosi gli elettori non dicono che li state prendendo in giro come sempre”. Il segretario del Pd ha ricordato poi come sul tema della riduzione del numero dei consiglieri “esiste un dibattito in minoranza, con delle sfumature diverse”
A prendere la parola è stato anche il Presidente del Consiglio Valle, Emily Rini che ha snoccialato in aula tutta una serie di dati ricordando quanto fatto nella passata legislatura: “Nonostante fossimo esentati come regione autonoma da tale obbligo, la Valle d’Aosta, prima e unica regionale in Italia ha approvato, all’unanimità la legge regionale 35/2012. Queste disposizioni hanno comportato, per le casse regionali, un risparmio effettivo di circa 2 milioni di euro annui.” Secondo i dati forniti da Rini i costi della politica consiglio del Consiglio regionale è passato dai 6,5 milioni di euro del 2005 ai 3,9 milioni del 2013.
E’ toccato poi per la maggioranza a Ego Perron annunciare il voto contrario sulla mozione: “I costi della politica non sono solo i costi degli eletti, è una percentuale molto bassa, lo diciamo con rispetto. La nostra impostazione è sobria e non prevede apparati che altri consigli hanno mantenuto. La dignità e il prestigio della politica non passa solo dal taglio a cicli delle indennità dei consiglieri. Il consiglio Valle è il più virtuoso d’Italia, siamo i meno pagati, siamo un consiglio che non ha benefit paralleli e quei pochi che avevamo sono stati eliminati, non ci sentiamo di dover difendere una casta. “ E sulla riduzione del numero degli assessori: “Cercheremo sulla nostra proposta di legge, per l’Uv storica, delle convergenze e faremo delle riflessioni anche sulla legge elettorale”.
Chiude poi il cerchio il Presidente Rollandin, che tiene a fare qualche specifica: “I costi della politica sono l’insieme dei costi di tutto apparato, compresa la semplificazione. Anche noi vogliamo arrivare ad una definizione diversa del costo del funzionamento del sistema, ed una riduzione progressiva dei costi di tutte le società partecipate l’abbiamo già realizzato. Abbiamo poi preso in esame tutte le situazioni contributive, il vitalizio per i politici non c’è più ed il sistema contributivo è già stato cambiato modificando la legge 35. Ora non ci sono condizioni per accettare vostra proposta. Sui costi della politica ritorneremo, c’è l’opportunità per tornarvi con progetti specifici e con lo spirito costruttivo visto oggi in aula, ma non condividiamo l’insieme dell’impianto della vostra proposta”.


