La Varroa, un acaro poco più grande di un millimetro, sta creando forti preoccupazioni nel campo dell’apicoltura in Valle d’Aosta. Dai numerosi controlli effettuati dai tecnici apistici dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e Risorse naturali negli apiari valdostani è stata, infatti, riscontrata una preoccupante infestazione.
In una nota l’Assessorato regionale all’Agricoltura individua le cause di questo fenomeno alle condizioni meteorologiche troppo miti registrate durante lo scorso inverno, con conseguente sviluppo anticipato delle colonie, che ha consentito anche alla varroa più cicli riproduttivi. Questa e altre cause stanno provocando gravi reinfestazioni, anche negli apiari tuttora sotto trattamento.
I danni che questo acaro può creare sono ingenti: l’acaro si sviluppa all’interno delle celle di covata delle api, provocando la nascita di api deformi, l’indebolimento generale della famiglia e causandone nel tempo la scomparsa.
Per questo motivo l’Assessorato regionale ricorda agli apicoltori che i trattamenti contro la varroasi sono obbligatori e devono essere effettuati, nei tempi e con le modalità stabilite dal Servizio Veterinario, esclusivamente con i principi attivi autorizzati e con obbligo di annotazione sul registro dei farmaci. L’Assessorato consiglia, agli apicoltori che hanno trattato i propri alveari con l’Apistan®, di prolungare la permanenza delle strisce all’interno delle colonie per ulteriori venti giorni, a partire dalla scadenza delle sei settimane precedentemente consigliate.
Per informazioni gli apicoltori si devono rivolgere all’Ufficio apicoltura del Servizio sviluppo delle produzioni agro-alimentari, in località Grande Charrière, 66 a Saint-Christophe (tel. 0165 275297-5298 oppure 3485503762) .
In Valle d’Aosta sono 470 gli apicoltori interessati al problema e 7206 gli alveari presenti. Nel 2006 la produzione di miele è stata di oltre 1000 quintali. Per il 2007 si prevede una produzione di circa il 30% in meno.
