Taglio ai contributi per le badanti, l’allarme dei sindaci: “Temiamo l’effetto boomerang”

L’Assemblea dei sindaci nell’analizzare il provvedimento ha sottolineato all'Amministrazione regionale “preoccupazione per l’impatto che i nuovi criteri e modalità per l’erogazione dei contributi avranno sugli utenti, sulle loro famiglie e sui servizi”.
Politica

“E’ un provvedimento boomerang. Andando a ridurre le sovvenzioni per le badanti si porta necessariamente ad un uso ancora maggiore delle microcomunità che a noi costano un terzo di più”. Lorenzo Graziola, sindaco di Morgex, interviene, durante l’assemblea del Cpel, sui nuovi criteri per l’erogazione dei contributi a favore di soggetti non autosufficienti. Il provvedimento è stato inserito dalla Giunta regionale fra quelli “indifferibili e urgenti” per i quali il Presidente della Regione ha chiesto la riattivazione delle commissioni consiliari. La delibera, su cui oggi il Cpel ha dato parere positivo ma condizionato, è attesa da migliaia di famiglie che dal gennaio scorso si sono viste sospendere i contributi in attesa dell’entrata in vigore dei nuovi criteri che andranno a contenere la spesa per la Regione.

L’Assemblea dei sindaci nell’analizzare il provvedimento ha sottolineato oggi all’Amministrazione regionale “preoccupazione per l’impatto che i nuovi criteri e modalità per l’erogazione dei contributi avranno sugli utenti, sulle loro famiglie e sui servizi”.
Secondo il Cpel “la riduzione dell’assegno di cura e del contributo per il servizio di assistenza alla vita indipendente potrebbero rendere molto difficile per le famiglie sostenere la spesa per l’assunzione di una assistente personale e disincentivare cosi il mantenimento a domicilio della persona non autosufficiente”. Gli anziani quindi tornerebbero a essere inseriti in microcomunità con un aumento dei costi per l’ente pubblico.

L’Assemblea dei sindaci ha quindi chiesto all’Assessorato di “valutare la possibilità di distribuire diversamente le risorse finanziarie disponibili, concentrandole sulle situazioni più complesse e riducendo eventualmente il numero di contributi in favore di un maggiore ammontare degli stessi”. Inoltre il Cpel ha chiesto alla Regione di rivedere i criteri di calcolo della quota a carico dei parenti non conviventi.

“Con questo provvedimento – ha sottolineato Graziola – ci potranno essere degli effetti assolutamente negativi. In particolare il fatto di non dare più contributi alle famiglie è l’esatto contrario di quanto vorremmo, ovvero tenere a casa i nostri anziani con un piccolo aiutino”.
Critiche condivise da altri primi cittadini presenti oggi. “Il modello di welfare va ripensato nel suo insieme altrimenti il sistema entrerà prima in sofferenza e poi in qualcosa di più” ha detto in conclusione il Presidente del Cpel, Bruno Giordano.

 

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