"La Valle d’Aosta come anche Trento e Bolzano sono un patrimonio prezioso per l’innovazione del sistema scolastico italiano". A dirlo è stato questa mattina davanti ad una platea di circa 280 fra docenti e sindacalisti il Capo Dipartimento Istruzione del Ministero, Luciano Chiappetta arrivato ad Aosta per presentare la "Buona Scuola", il progetto di riforma messo in piedi dal Governo e aperto fino al 15 di novembre alla consultazione popolare.
"Chiediamo al Capo Dipartimento Chiappetta – ha detto oggi l’Assessore regionale all’Istruzione, Emily Rini – di farsi garante del nostro particolarismo linguistico e culturale che rivendichiamo perché portatore di tradizioni ma anche di forze innovatrici".
Rini ha espresso giudizi positivi sulla riforma perché "in continuità con il nostro operato soprattutto per quanto riguarda l’insegnamento delle lingue. La Valle d’Aosta in tal senso può essere un laboratorio di sperimentazione didattica sul bi/plurilinguismo".
Oltre all’insegnamento delle lingue, Chiappetta ha puntato i riflettori sulla licealizzazione dell’istruzione con la conseguente riduzione delle attività laboratoriali, la scomparsa dell’insegnamento della storia dell’arte e della musica "se non abbiamo chi riesce a valorizzare il nostro patrimonio artistico perdiamo Pil" e la necessità di dotarsi di sistemi di valutazione del sistema scolastico "finalizzato anche al riconoscimento del merito".
Una riforma che, secondo il Capo Dipartimento del Miur, potrà contare quest’anno già su "un miliardo di euro, stanziati dalla Legge di Stabilità".
A criticare la presentazione dell’iniziativa sono le segreterie Regionali Flc Cgil, Savt Ecole, Cisl Scuola e Snals Confsal. I sindacati che hanno avuto tre minuti di tempo per esporre le proprie perplessità al progetto spiegano che la propria partecipazione di questa mattina "è dovuta ad una doverosa cortesia istituzionale ed ha avuto il solo scopo di non esporsi a facili strumentalizzazioni o critiche per l’eventuale assenza" e denunciano come la "consultazione delle parti sociali non può avvenire in contesti come questi in cui non vi è reale spazio per la discussione e il confronto".

