#ConsVda, opposizione: “Soluzione parziale, gattopardesca per placare crisi di appetiti”

L’opposizione parte all’attacco del rimpasto di governo. Ad aprire le danze, dopo l’intervento della dimissionaria Presidente del Consiglio, Emily Rini, è stata la capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli.
Consiglio regionale del 23 aprile 2014
Politica

"Una soluzione parziale, gattopardesca per placare una crisi di appetiti". L’opposizione parte all’attacco del rimpasto di governo. Ad aprire le danze, dopo l’intervento della dimissionaria Presidente del Consiglio, Emily Rini che ha ringraziato i collaboratori e colleghi e ha detto di “intraprendere questo nuovo percorso con lo stesso entusiasmo e con la stessa umiltà”, è stata la Capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli.

“Oggi siamo giunti all’epilogo della crisi – ha detto Morelli – una crisi che lascia l’amaro in bocca a tutti quei cittadini che per questi due mesi e mezzo hanno creduto che nella nostra regione fosse giunto il momento di un cambiamento politico”. Da Alpe è arrivata anche un’autocritica. “Non abbiamo avuto l’immediatezza di presentare un’immediata mozione di sfiducia. Ci voleva del pelo e noi non l’abbiamo avuto” e ancora “ ci siamo fidati di chi si è rilevato inaffidabile. E’ una lezione per il futuro”.

Il “mea culpa” di ingenuità arrivato dalla capogruppo di Alpe è stato invece poco dopo smentito da Laurent Viérin di Uvp. “Ci sono voluti 75 giorni per fare capire ai valdostani che è una crisi di appetiti, di mal di pancia, di poltrone più che di cambiamenti. Noi non ci siamo fatti troppe illusioni su questo. Secondo noi non c’è stata ingenuità ma linearità”. Viérin ha definito quindi la giunta che i 35 consiglieri saranno oggi chiamati ad eleggere come “la seconda fase per arrivare ad una soluzione più stabile della crisi. “

Non sono poi mancate le stoccate ironiche ai sei unionisti che si erano detti pronti ad abbandonare la maggioranza. “Il gruppo di sei è quello che ha ottenuto di più – ha incalzato Viérin – mentre la Stella Alpina ha dovuto accettare i saldi di stagione. Per il Presidente Rini è arrivato un declassamento mentre Joel Farcoz, che ha distrutto in questi sei mesi la cultura, è stato bocciato. Un pastrocchio per sopravvivere e stare a galla con diversi elementi”.

Ironia a tutto campo per il capogruppo del M5S, Stefano Ferrero. “Mi spiace che sia stato il consigliere più giovane a fare le spese di questa crisi. Ai primi appetiti di poltrone è stato l’unico a lasciarci le penne, senza aver fatto meglio o peggio dei suoi colleghi”. Il grillino ha definito il film della crisi politica “Qualcuno sparò sul nido del Farcoz” e poi ancora uno “spettacolo disgustoso a cui ha dovuto assistere la comunità valdostana e che è costato milioni di euro”.

A chiudere il primo giro di interventi è stata Carmela Fontana. “Un cambiamento può avvenire solo cambiando le persone e non spostandole” ha detto la consigliera del Pd-Sinistra Vda. “Abbiamo assistito a 75 giorni di politica passiva in un momento in cui dare delle risposte ai cittadini era fondamentale. Si è sprecato solo tempo per avere un nuovo governo con le stesse facce ma diversamente collocate”.
 

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