Mancanza di prospettiva futura e nessun accenno a eventuali responsabilità della dirigenza.
Sono queste le accuse mosse dai banchi della minoranza alla Giunta regionale e in particolare all’Assessore regionale al Bilancio, Ego Perron.
“Lei è venuto qui per difendere l’indifendibile. Ci sarà qualcuno che ha delle responsabilità o gli agenti sono tutti esterni?” ha tuonato Laurent Viérin di Uvp che ha chiesto al Governo regionale una “presa d’atto del fallimento di questa gestione.” Una conditio sine qua non per l’appoggio al provvedimento. “Se ciò avviene noi diamo la nostra disponibilità a lavorare ad una task force per affrontare il dossier Casinò altrimenti noi non ci stiamo, non vogliamo avere dei rimorsi su ciò che si doveva fare e non è stato fatto”.
A chiedere di lasciare in stand by il provvedimento di ricapitalizzazione aprendo il dialogo con la minoranza è stato anche Albert Chatrian di Alpe. “Noi non possiamo fidarci delle balle che queste persone hanno scritto su documenti veri e poi i documenti che vi allegano dicono il contrario. Non possiamo mettere nero su bianco una delega dove non c’è la voglia di chiudere una brutta pagina per aprirne una nuova. Vogliamo portare il nostro contributo, quindi, prima ci sediamo intorno ad un tavolo per vedere un progetto per il 2015, una riduzione del 30% dei compensi della dirigenza, l’accordo con i sindacati e poi si dà benzina alla società, con impegni siglati e proiezioni che diano risposte all’indotto diretto e indiretto e ai dipendenti.”
Un cambio di rotta ma anche di dirigenza, ribadito da Raimondo Donzel del Pd-Sinistra Vda. “La squadra non ci crede più in questo allenatore, ve lo abbiamo detto in tutte le salse. Ora non credono nemmeno più nella proprietà. Il Casinò non è un albergo, non vado a prendere uno qualunque per dirigerlo, è una Ferrari che ha bisogno dei migliori piloti e non di questa dirigenza. La festa è finita, serve ora una squadra di controllo. Noi non ci stiamo a non dire la nostra su un progetto che non trova nemmeno l’entusiasmo della maggioranza.”
Indossando una maglietta che riproduce il film “Per qualche dollaro in più” con l’Amministratore unico, Luca Frigerio nei panni di Clint Eastwook, il grillino Stefano Ferrero non ha usato mezzi termini per definire la dirigenza. “Non vogliamo dare nemmeno un centesimo nelle mani di Frigerio. Il nostro appello è rivolto ai lavoratori: non pensiate che i 60 milioni di euro siano la salvezza perché in realtà sono l’estrema unzione”. Ferrero ha chiesto quindi la rimozione di tutta la dirigenza e di “sedersi tutti intorno ad un tavolo per decidere un euro alla volta come questi soldi verranno spesi affidando ad un vero manager la difesa della casa da gioco."
