Riforme costituzionali, dal Consiglio critiche e preoccupazioni per il progetto del Governo

Alla presenza dei parlamentari valdostani l'Assemblea ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegna Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz a farsi portavoci in Parlamento della critiche e della preoccupazione per la riforma all'esame della Camera.
Politica

Consiglio regionale straordinario questo pomeriggio sul tema delle riforme costituzionali. Alla presenza dei parlamentari valdostani l’Assemblea ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna Albert Lanièce e Rudi Marguerettaz a farsi portavoci in Parlamento della critiche e della preoccupazione per la riforma all’esame della Camera, definita da tutti un ritorno al centralismo con l’introduzione della “pericolosa mina vagante” della Clausola di Supremazia.

“La struttura del progetto di legge costituzionale approvata in prima lettura al Senato rivela chiaramente la volontà di limitare l’autonomia dei territori per rinsaldare il controllo dello Stato su numerose materie ma anche di riappropriarsi di una serie di competenze che erano state affidate alle Regioni nel corso degli ultimi 20 anni” ha detto nel suo intervento il Presidente della Regione, Augusto Rollandin.
“Il Parlamento dovrebbe, invece, avere il coraggio di ispirarsi alle ragioni profonde dell’autonomia territoriale, che sono radicate nella storia e caratterizzano la Repubblica delle autonomie prefigurata nell’articolo 5 della Costituzione, incoraggiando le innovazioni che vengono dalla periferia” ha auspicato il Presidente del Consiglio regionale Marco Viérin.

A ricordare come la Valle d’Aosta e la propria autonomia sia al momento al riparo dai rischi insiti nella riforma sono stati i parlamentari valdostani. “La riforma esclude la Valle d’Aosta e e altre Speciali dall’applicazione del nuovo Titolo V e rinvia l’adattamento degli Statuti ad una futura legge costituzionale, introducendo la clausola dell’intesa nella Costituzione” ha detto Albert Lanièce.
Poche speranze da parte di Rudi Marguerettaz di vedere comunque modificato il progetto di riforma nel suo passaggio alla Camera. “Il nostro atteggiamento sarà comunque quello di cercare di migliorare il lavoro fatto dal Senato, vegliare sul tentativo di stabilire una scadenza alla revisione degli Statuti regionali, provare a reinserire il principio dell’intesa, dandogli valenza costituzionale e non di certo provvisoria, delimitare la clausola di supremazia e ampliare la potenzialità di avere nuove competenze legislative.”

Promette battaglia sulla riforma, definita "devastante" il capogruppo del M5S, Stefano Ferrero. “Noi del M5S la combatteremo con tutti i mezzi e in tutte le sedi per difendere delle prerogative che noi come M5S vorremmo estendere a tutte le Regioni in una visione federalista dello Stato.”

Autonomia che va difesa anche per Raimondo Donzel del Pd-Sinistra Vda: “I valdostani non sono indifferenti al processo riformatore e non sono disposti a farsi eliminare la loro autonomia. Anche i cittadini vogliono la riforma, che però deve salvaguardare la nostra autonomia speciale.”

E la partita da giocare contro i neo centralisti, dice Patrizia Morelli di Alpe, inizia “mettendo in pratica ogni giorno un’autonomia responsabile, dimostrando che nella nostra regione si fanno delle buone scelte amministrative". Autonomia come esempio anche per Stefano Borrello di Stella Alpina: “Chiediamo ai parlamentari di rappresentare la positiva esperienza autonomistica delle Regioni.”

Il dibattito di oggi sulle riforme doveva avvenire prima per Laurent Viérin di Uvp. “Avevamo chiesto una discussione prima del voto in Senato perché i nostri parlamentari rappresentano la comunità tutta intera aldilà delle appartenenze politiche”. Il consigliere progressista porta poi in aula una proposta di riforma del Consiglio Valle a 25 eletti con una rappresentanza degli enti locali.

Per Joel Farcoz, Capogruppo Uv: "Il cammino delle riforme è ancora lungo e dobbiamo mantenere un’attenzione elevata. Il dibattito di oggi va allargato alla comunità valdostana".

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