Dopo le proteste degli enti di formazioni slitta al 6 di febbraio la data di scadenza per la presentazione dei progetti del Piano giovani. La decisione è stata presa questa mattina dalla Giunta regionale. "C’era stato un problema di informazioni e quindi si è fatta giustamente una proroga per dare la possibilità di avere le risposte" ha ricordato nella tradizionale conferenza stampa del venerdì Augusto Rollandin.
EBform, Cti, Cnos/Fap, Csv, Enaip, Fondazione montagna sicura, fondazione per la formazione professionale turistica, Iar, Isa, Progetto formazione e Trait d’Union nei giorni scorsi avevano scritto alla Regione dicendosi “impossibilitati a presentare progetti in assenza di regole chiare e certe, nonché di erogare gli stessi interventi senza il supporto di disposizioni di dettaglio e di consuntivazione delle spese”.
Pubblicato il 13 dicembre scorso l’invito che stanzia circa 4,5 milioni di euro finanzia azioni di contrasto alla disoccupazione giovanile: interventi formativi per i giovani tra i 15 e i 29 anni, percorsi per acquisire o affinare le competenze ma anche azioni volte a sostenere la transizione tra scuola-formazione e lavoro mediante percorsi per il raccordo scuola-lavoro.
Atteso da tempo il bando, secondo gli enti di formazione firmatari della missiva, presenta tutta una serie di criticità. Innanzitutto nonostante fosse stata promessa, secondo gli enti, non c’è stata concertazione nella stesura dell’invito, il primo dopo molto tempo. Per la prima volta si introducono dei costi unitari – ad esempio si parla di 73 euro per un’ora di formazione erogata – che però secondo gli enti sono insufficienti a coprire le spese: oltre alla docenza c’è da considerare, ricordano, il lavoro di progettazione, la figura del tutor ma anche tutta una serie di spese vive come l’affitto di una sede o il materiale.
Le altre regioni che hanno deciso di introdurre i costi standard hanno inserito, ricordano gli enti nella missiva, il riconoscimento di costi indiretti calcolati su base forfettaria entro il limite del 20% dei costi previsti. Costi che l’Europa permette peraltro di contemplare.
Mancano poi le regole del gioco ovvero è stato pubblicato l’invito ma ad oggi non il manuale per la gestione delle operazioni – nell’invito si dice che è in fase di approvazione – che andrà ad integrare e modificare il contenuto delle Direttive regionali per la realizzazione di attività cofinanziate dal Fondo Sociale europeo.
