La Festa del pesce del Creer non piace a Confcommercio

"E' disdicevole - scrive la Confcommercio - ed è da condannare per concorrenza sleale”. L'Associazione dei Commercianti prende posizione e invita la Regione a dettare norme chiare ed inequivocabili in materia oltre che a vigilare sulla legittimità.
Pierantonio Genestrone, presidente Confcommercio VdA
Società

La festa del Pesce organizzata dal Circolo ricreativo Creer ha fatto saltare su tutte le furie la Confcommercio, capitanata da  Pierantonio Genestrone, che in una nota scrive: “Ognuno faccia il proprio mestiere.Sleale e grave concorrenza del Crer, finanziato dalla Regione”.

Ad andare di traverso all’Associazione Confcommercio è la Festa del Pesce in programma dal 5 al 7 settembre in via Guido Rey 20 e il Creer ha organizzato in collaborazione con la Pro Loco di Quarto dl’Altino. Due cene, a partire da quella di venerdì 5 settembre, e due pranzi che la Confcommercio non riesce a digerire già prima di inforcare il primo boccone.

“Che un circolo ricreativo organizzi manifestazione pubbliche concorrenti alle attività dei commercianti o agli operatori del settore è disdicevole – scrive la Confcommercio – è da condannare per concorrenza sleale” e aggiunge “L’iniziativa del Crer è da annoverare tra le moltissime sagre fittizie, messe in piedi per far soldi a discapito di paga le tasse e di chi dall’attività commerciale ne trae il sostentamento di vita”.

E approfittando di questa occasione Confcommercio invita le pubbliche amministrazioni, gli organi competenti di controllo a sorvegliare la legittimità di tali iniziative commerciali. “E’ tempo che la Regione detti norme chiare ed inequivocabili in materia. Confcommercio Valle d’Aosta è disposta a sedersi attorno ad un tavolo con Regione e le Pro Loco e le associazioni di beneficenza per trovare un’intesa sullo Stop alla “Sagra selvaggia".

“E’ necessario – conclude l’Associazione del commercianti – un discorso che motivi la necessità di diffondere la tipicità come valore della nostra identità sociale, culturale ed enogastronomica. Ci troviamo invece di fronte ad un proliferare di iniziative che di radicamento nel territorio nulla hanno a che vedere, che non offrono le più elementari garanzie di qualità e a volte si rischia pure di trovare prodotti surgelati”.

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