"La disponibilità al dialogo su certi temi istituzionali, e la ricerca di convergenze su altri problemi contingenti, avanzata in questi mesi, e diventata più forte a seguito dei pesanti attacchi all’Autonomia, esiste ma questa non va confusa con la rinuncia al cambiamento e ai contenuti". Così il consigliere di Uvp Laurent Viérin in un editoriale intitolato "Chiarezza e cambiamento" pubblicato sul sito dei progressisti.
Ribadendo come "l’asse UV-Stella Alpina, oggi non esiste più, assieme alla maggioranza" Viérin spiega come il dialogo, "obbligato, al fine di dare risposte, almeno sui grandi temi" non vada confuso con "la rinuncia al cambiamento" o, come avanzato ieri da Stella Alpina, con dei rimpasti o allargamenti di maggioranza "di cui leggiamo e che in queste ore qualcuno vorrebbe probabilmente per mantenere saldamente le poltrone conquistate con la logica spartitoria priva di contenuti."
Sulla nomina del Presidente del Consiglio Viérin parla quindi della necessità di trovare "delle possibili convergenze, per evitare di ripetere gli errori di questi mesi e come già richiesto nelle due precedenti elezioni, peraltro durate ben poco. E per misurare se effettivamente esiste una parte di recepimento del cambiamento in questo dialogo in corso". Figura che ricorda il consigliere progressista "dovrebbe avere un ruolo di garanzia, cercando una condivisione, anche e soprattutto sui contenuti e sul ruolo della Presidenza nella difesa dell’Autonomia e delle Istituzioni, evitando candidature di bandiera".
Altrimenti annuncia Viérin "se si pretende, ancora una volta, di considerare questa figura come sola espressione di ciò che è rimasto della maggioranza regionale, oppure se si deciderà di procedere, come qualcuno afferma in queste ore, negoziando questa elezione con un contestuale rimpasto di Governo, per aggiungere numeri a chi non ce li ha, l’Uvp non ci sarà. E la ex maggioranza sarà comunque libera di tentare l’elezione di un Presidente scelto in altro modo. Il terzo di questa legislatura. Ma questo starà a significare che il dialogo non sta portando cambiamento, l’unico che a noi interessa, assieme al bene della comunità".
