Se l’ultimo bilancio regionale disegna tagli drastici in tutti i settori, sui costi della politica e della democrazia la matita del legislatore si è fermata. E dopo una lunga e accesa discussione ieri sera in Consiglio Valle sembra che difficilmente tornerà a breve a modificare quelle voci di spesa.
L’Uvp ieri, con una fuga in avanti, poco apprezzata dai colleghi di minoranza – forse già ex, come hanno lasciato intendere nella discussione in aula alcuni interventi – ha presentato sulla discussione del bilancio di previsione del Consiglio regionale, un ordine del giorno che impegnava il Presidente a costituire un gruppo di lavoro per elaborare, non oltre la seduta del bilancio regionale, delle proposte concrete su: la riduzione del numero degli assessori, dei consiglieri, dei costi e dei compensi delle figure apicali del Consiglio regionale ma anche sui costi dell’apparato pubblico e para-pubblico.
L’iniziativa è stata accolta, nelle linee generali, con favore da tutta la minoranza che però tra più o meno velate accuse a Uvp di “demagogia”, “propaganda” ha cassato l’idea del gruppo di lavoro chiedendo “decisioni immediate e non ulteriori discussioni” (Stefano Ferrero) e di “passare immediatamente dagli annunci a fatti concreti (Albert Chatrian).
“Se vogliamo essere in grado di dare le giuste risposte al territorio, dobbiamo produrre dei cambiamenti nel nostro sistema, che è ancora ancorato ad un vecchio modo di interpretare la realtà. I sacrifici che chiederemo ai cittadini con il prossimo bilancio regionale devono partire in primis dall’apparato politico e amministrativo” ha esortato l’aula, nell’illustrare l’iniziativa, Laurent Viérin di Uvp. A raccogliere l’invito è stato il M5S che ha rilanciato con un emendamento. "Anziché aspettare una riforma costituzionale per ridurre il numero di consiglieri – ha proposto Roberto Cognetta – riduciamoci già gli emolumenti come se fossimo in 25 creando da subito un risparmio del 30% e aboliamo i fondi ai gruppi consiliari". Proposta salutata con favore da Donzel: “Mettiamola subito in atto.” Il capogruppo del Pd-Sinistra Vda ha risposto però picche al gruppo di lavoro. “Riteniamo finita l’esperienza dei gruppi di lavoro, che per ora sono stati inconcludenti perdite di tempo. “
A respingere l’ordine del giorno dei progressisti, dopo aver assistito in silenzio ai battibecchi fra i gruppi di opposizione, è anche la maggioranza. Il Presidente della Regione apre al gruppo di lavoro ma boccia le tempistiche fissate dall’ordine del giorno di Uvp. “Non credo che a oggi ci sia stata inerzia su tutte queste tematiche” ha sottolineato in aula Rollandin “Noi concordiamo sulla possibilità di discutere di questi temi, ma non crediamo che ci siano i tempi per farlo entro la prossima finanziaria regionale.” A chiedere ulteriori approfondimenti su questi temi è anche Stefano Borrello di Stella Alpina. “Io credo che dobbiamo fare una analisi a 360 gradi dei costi della democrazia e della politica. Analizzando i punti declinati nell’ordine del giorno presentato, osserviamo che alcuni li stiamo già affrontando, altri sono da valutare, ma con la dovuta serietà. “
Alla fine, dopo quattro ore di discussione, l’ordine del giorno è stato bocciato, con l’astensione dei 18 consiglieri di maggioranza mentre l’emendamento proposto dal M5S ha raccolto il voto contrario di Uv, Stella Alpina e Uvp (a favore M5S, Alpe e Pd-Sinistra Vda).
Approvato con 18 voti a favore, 9 contrari (Alpe, Pd-SVdA e M5S) e 7 astensioni (Uvp) il bilancio di previsione del Consiglio regionale con l’accoglimento di un emendamento presentato da Uvp che riduce di 150 mila euro lo stanziamento per le iniziative istituzionali e culturali del Consiglio, portandolo a 350 mila euro.
