Idroelettrico, Legambiente preoccupata per il dopo “moratoria”

Nel 2015 scadrà la moratoria Viérin sulle centrali idroelettriche. A guardare con preoccupazione a quella data è Legambiente che oggi in una conferenza stampa ha denunciato il rischio che si arrivi ad un vero e proprio “saccheggio dell’idroelettrico”.
Da sx Lucia Ruffato, Alessandra Piccioni e Rosetta Bertolin
Economia

Nel 2015 scadrà la moratoria Viérin sulle centrali idroelettriche. A guardare con preoccupazione a quella data è Legambiente che oggi in una conferenza stampa ha denunciato il rischio che si arrivi ad un vero e proprio “saccheggio dell’idroelettrico”.
Ad oggi sono 226 gli impianti presenti in Valle d’Aosta che producono 530MW di energia. Dal maggio 2012, data di approvazione della delibera di Giunta che limita il rilascio di nuove concessioni di derivazione ad uso idroelettrico per almeno tre anni, all’ottobre 2014 la Regione ha rilasciato 50 nuove subconcessioni di cui nove relative a domande presentate dopo la delibera. 68 sono le domande giacenti e in corso di istruttoria. “E molte altre ne arriveranno da gennaio in poi” dice Rosetta Bertolin, vice presidente di Legambiente.
“Il provvedimento dell’Amministrazione regionale – spiega Alessandra Piccioni, Presidente del Circolo valdostano – non ha bloccato l’utilizzo di acqua già concessa, ci sono delle società che avevano già un impianto e che hanno chiesto di riturbinare l’acqua più in basso, anzi la moratoria è andata a cancellare alcune limitazioni".
L’Associazione chiede quindi alla Regione di “mettersi in regola” innanzitutto con la direttiva Ue “acque”.
Legambiente nei mesi scorsi ha scritto anche al Ministero dell’Ambiente segnalando come la Regione “non ha provveduto ad individuare le aree non idonee alla realizzazione degli impianti di produzione di energie idroelettrica, né ha previsto forme di tutela per le aree di maggior pregio ambientale o di maggiore fragilità idrogeologica”.

Per l’Associazione la battaglia principe in questo scenario è quella dell’Alpe Cortlys. “E’ il tipico torrente che verrebbe captato alla sorgente, in una zona di grande pregio ambientale. Se passasse questo principio tutti i nostri torrenti sarebbero a rischio” spiega Alessandra Piccioni. 
Legambiente Valle d’Aosta è oggi una fra le centinaia di associazioni locali e nazionali ad aver aderito all’appello per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico.
Il documento, presentato nelle scorse settimane a Roma, chiede l’immediata sospensione del rilascio di nuove concessioni, la revisione degli strumenti di incentivo, l’apertura di un tavolo di confronto a livello nazionale ma anche il superamento del Deflusso minimo vitale a favore del concetto di deflusso ecologico. 
“Se è vero che l’energia idroelettrica contribuisce all’abbattimento delle emissioni di Co2 – sottolinea Lucia Ruffato Presidente del Comitato Bellunese Acqua Bene comune – il risultato finale non basta a compensare il miliardo di euro che i cittadini ogni anno danno ai costruttori per distruggere i nostri fiumi”.

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