“Vergognati”. E’ lo striscione, rivolto all’Assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz, esposto questa mattina in Consiglio regionale da alcune guide turistiche sul piede di guerra per il corso abilitazione per l’esercizio della professione approvato dalla Giunta regionale il 12 settembre scorso.
“Un sopruso” spiega Giuliana Novallet, tra le protagoniste della protesta di questa mattina. “Il bando è ridicolo. Oggi in Valle d’Aosta siamo abilitati in 34 e già dobbiamo vedercela con la concorrenza sleale degli operatori museali in capo alla società dei servizi e dei volontari di Chiese aperte, riuscendo a malapena a sopravvivere. La Regione apre ora la professione a 30 persone, raddoppiandoci quindi del 99% e prendendo in giro le aspiranti guide perché il mercato è saturo. Soltanto un 10% di noi riesce oggi a lavorare e lo fa come attività secondaria perché di questo non si può più vivere.”
A chiedere chiarimenti sulla querelle è stato oggi in Consiglio regionale Laurent Viérin di Uvp. "Nel corso del mese di settembre, la Giunta regionale ha approvato l’organizzazione del corso abilitante alla professione – ha spiegato il consigliere –: ci risulta, da una nota della società delle guide turistiche inviata ai gruppi consiliari, che le Associazioni di categoria non siano state consultate, così come invece prevedrebbe la normativa in vigore. Vorremmo quindi avere chiarimenti in merito, anticipando che chiederemo di sentire direttamente questa categoria in Commissione."
Marguerettaz ha smentito le accuse. "Ai sensi di legge, l’Associazione di categoria maggiormente rappresentativa è stata sentita sia tramite comunicazione scritta, sia tramite apposito incontro, da cui sono emerse suggestioni raccolte dagli uffici, tra cui il fatto che, per chi già possiede la qualifica, si proceda all’accertamento delle lingue conosciute. Credo sia utile per tutti un incontro in Commissione, ma, dal punto di vista della legittimità, confermo che la procedura è stata rispettata."
Le guide turistiche ribadiscono le accuse. “Siamo indignate, raccontano bugie. Nessuno ci ha chiamato per un incontro nonostante fosse previsto per legge. Noi abbiamo chiesto successivamente una riunione perché volevamo rappresentare loro la situazione che ci sembra di capire non abbiano ben chiara.“
Alla rabbia si associa la preoccupazione. “Tutto il sistema sta crollando. Hanno chiuso il mercato giapponese quando solo la scorsa settimana incontrando un tour operator ci è stato rappresentato come lo scorso anno c’è stato un incremento del 30% di afflussi. Siamo in ginocchio, è da 20 anni che lavoriamo qui, dove andiamo a riconvertirci?”
Dei 30 posti previsti dal corso, che dovrebbe partire il 6 di ottobre, 10 sono riservati a coloro che dimostrino di conoscere il tedesco e il russo. “Forse soltanto quest’ultimi potranno lavorare – conclude Novallet – anche se fino ad oggi, così come avviene con il giapponese, abbiamo sempre assicurato il servizio con il supporto di interpreti”.
