Contro gli inceneritori il Partito Democratico schiera Paul Connet e la politica di’Rifiuti Zero’

Connet "Varie esperienze dimostrano che il riutilizzo degli oggetti, il riciclo e il compostaggio non sono soluzioni palliative e velleitarie ma sono un approccio radicale dai risultati certi". Riflessioni e dati da un esperto mondiale di rifiuti.
Paul Connet
Società
Esiste una soluzione economica, sostenibile e radicale per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. Lo ha sostenuto martedì sera 22 gennaio, Paul Connet, professore della St. Lawrence University di New York e massimo esperto mondiale di gestione dei rifiuti e tecniche di incenerimento, invitato dal Partito Democratico valdostano in collaborazione con il Comitato nazionale Rifiuti Zero. Da vari anni il professor Connet gira il mondo per diffondere gratuitamente i risultati degli studi sul settore e promuovere l’adozione di metodi sostenibili nello smaltimento dei rifiuti.
Ad ascoltarlo, catturato dall’eloquio espressivo e colorito, un pubblico numeroso e attento, assiepato nel salone della Banca di Credito Cooperativo di Gressan.
Paul Connet è capofila di Rifiuti Zero 2020, una strategia teorizzata a partire dagli anni ’80 che è già stata messa in atto in numerosi comuni grandi e piccoli al di qua e al di là dell’oceano, anche in Italia. “Il nostro sviluppo – ha sintetizzato – segue una logica lineare: dall’estrazione di materie prime alla produzione e al consumo. Ogni tappa, e in particolare le prime due, comportano l’impiego massiccio di energia e la produzione di rifiuti. Un inceneritore, o un termovalorizzatore, che richiedono centinaia di milioni di euro per essere costruiti, intervengono alla fine della catena, e peggiorano la situazione, anche dal punto di vista sanitario ed energetico. Per questo motivo – ha aggiunto –  occorre intervenire a monte del problema, all’inizio del processo. Varie esperienze dimostrano che il riutilizzo degli oggetti, il riciclo e il compostaggio non sono soluzioni palliative e velleitarie ma rappresentano un approccio radicale dai risultati certi. Il comune di Novara, ad esempio, ha raggiunto in 18 mesi il 70% della raccolta differenziata, e nella provincia di Treviso sono 22 i comuni che in 5 anni hanno imparato a differenziare il 76%, in media, dei propri rifiuti, con punte sopra l’80 per cento. In questo modo hanno risparmiato soldi, hanno creato occupazione e hanno risparmiato molta più energia di quella che non potrebbe produrre un termovalorizzatore in piena attività”.
 
Connet ha avvalorato ogni sua affermazione utilizzando esempi e citando dati e pubblicazioni scientifiche, e mostrando di conoscere non poco l’attualità italiana. “Umberto Veronesi – ha affermato, facendo riferimento alle dichiarazioni espresse dal noto oncologo, ospite pochi giorni fa del programma “Che tempo che fa” di Fabio Fazioprima di dichiarare in modo irresponsabile che gli inceneritori non hanno nessun impatto sulla salute umana dovrebbe leggere i numerosissimi studi che sostengono il contrario. Sappiamo inoltre che i filtri di depurazione degli inceneritori e dei termovalorizzatori non possono trattenere le nanoparticelle inquinanti, così piccole da penetrare attraverso i tessuti e depositarsi nel nostro organismo, aumentando il rischio di contrarre gravi malattie”.
La serata si è conclusa con le domande del pubblico, incentrate sull’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore a Brissogne. “L’inceneritore o il termovalorizzatore sono la peggiore delle soluzioni” ha affermato a tale proposito Paul Connet, invitando i cittadini “a diffidare dell’esercito di consulenti profumatamente pagati per favorire la politica distruttiva degli inceneritori”.

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