Tagli alla ferrovia, le reazioni politiche e sindacali all’annuncio di Trenitalia

Da più parti si chiede alla Regione di intervenire immediatamente. "Basta essere ostaggi di inqualificabili contenziosi sulla questione del Servizio Ferroviario tra Governo, Regione e Trenitalia" sottolinea la Cgil.
Stazione di Aosta
Politica

"La Regione si assuma pienamente le proprie responsabilità e si faccia carico di risolvere immediatamente la questione nell’interesse della comunità". A chiederlo con forza è la Cgil dopo la notizia del drastico taglio alle corse ferroviarie che Trenitalia intende mettere in atto sulla tratta tra Aosta e Torino.

"Basta essere ostaggi di inqualificabili contenziosi sulla questione del Servizio Ferroviario tra Governo, Regione e Trenitalia" afferma ancora la Cgil che chiede"un confronto immediato e risolutivo affinché Ferrovieri, studenti e pendolari non vedano ulteriormente lesa la piena fruibilità del servizio ferroviario valdostano".

Torna a chiedere le dimissioni dell’Assessore ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz, il M5S che con Stefano Ferrero scrive: "Ennesima dimostrazione che la nostra (M5S) mozione di sfiducia per le dimissioni di Marguerettaz doveva essere firmata da tutta l’opposizione. Che ca…vuol dire intervenga il Ministro Lupi, muovere le chiappe e andare a Roma subitoooooo oppure dimissioni.". 

Chiede una convocazione urgente della competente commissione consiliare il capogruppo Pd, Raimondo Donzel: "Data la gravità di quando accade riguardo al "taglio" dei ‪‎treni‬ deciso da ‪‎Trenitalia‬, mi aspetto che lunedì mattina sia convocata d’urgenza la commissione competente del ‪Consigli oregionale‬ per audire l’assessore e il presidente! I pendolari, gli studenti, gli o operatori turistici, i lavoratori, le famiglie, i cittadini dubbi hanno bisogno di capire e di avere risposte e soluzioni immediate".

Attacca la Giunta regionale, colpevole di "avere atteso che la situazione precipitasse", Alpe. "Sembra confermato, inoltre, che questo taglio del servizio fosse stato previsto anche da una norma dello Stato nel caso in cui il Ministero delle Infrastrutture e la Regione non avessero trovato un accordo per il passaggio di competenze. Un patto mai siglato che ha scaricando sui pendolari, i viaggiatori e i lavoratori il peso di questa ennesima emergenza".

A intervenire sulla questione è anche Tsipras con i neo portavoce Andrea Padovani e Carola Carpinello. "La situazione è disastrosa, fatta di scelte sbagliate, ma soprattutto di immobilismo. A pagare sono sempre e solo i cittadini con le tasse e gli utenti con tempi di percorrenza, ritardi e soppressioni inaccettabili, con progetti inutili e costosi (50 milioni di euro per i bimodali), nulla invece viene fatto per ammodernare la linea realizzando l’elettrificazione e i raddoppi selettivi. Cambiare politica (e ferrovia) si può. Ma ci vuole la lungimiranza che il governo regionale non ha. Chi ha sbagliato, ed è recidivo, si faccia da parte. È il tempo delle scelte. Non è più il loro".

 

 

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