La maggioranza frena sulla chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes: “Servono alternative”

Con una risoluzione, iscritta ma non discussa, la maggioranza impegna il presidente della Regione e il Governo regionale a chiedere formalmente la convocazione immediata di un’assemblea dei soci di Sav Spa.
Aula consiglio regionale
Politica

Se il tempo per l’avvio dei lavori nelle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes stringe, si accorcia anche quello politico del presidente della Regione Renzo Testolin. Un nuovo segnale di tensione è arrivato questa sera, in chiusura della seduta del Consiglio Valle, quando la stessa maggioranza ha presentato una risoluzione che impegna lo stesso presidente e il Governo regionale a chiedere formalmente la convocazione immediata di un’assemblea dei soci di Sav Spa.

L’obiettivo dichiarato è approfondire tutte le possibili soluzioni tecniche e organizzative per ridurre la durata della chiusura delle gallerie e scongiurare, ove possibile, l’interruzione totale del traffico durante i lavori.

Una posizione che stride con quanto avvenuto appena tre giorni fa con lo stesso Testolin, seduto al tavolo insieme ai vertici Sav e alla Protezione civile, a spiegare ai sindaci come non vi fossero alternative alla chiusura totale della tratta a partire dall’11 giugno e per circa un anno.

Nessuna alternativa alla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes

L’iniziativa è arrivata al termine di un’altra giornata politica particolarmente tesa, segnata anche da nuove frizioni sul dossier relativo al limite dei mandati. I consiglieri hanno infatti chiesto di poter visionare tutto il carteggio intercorso tra gli uffici regionali sul tema.

La risoluzione della maggioranza, però, è riuscita soltanto a essere iscritta all’ordine del giorno, prima del termine dei lavori. La richiesta di inversione per discuterla immediatamente non ha trovato l’accordo delle opposizioni, che hanno rivendicato la priorità delle proprie iniziative già depositate sul tema delle gallerie.

“La chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes rischia di mettere in ginocchio la Valle d’Aosta. All’ordine del giorno vi sono tre iniziative ispettive della minoranza già depositate. È fondamentale anteporre questo argomento rispetto a ogni altro”, ha dichiarato il consigliere della Lega Vallée d’Aoste Corrado Bellora.

Sulla stessa linea anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi: “Nessun problema per l’iscrizione della risoluzione della maggioranza, ma crediamo che ci debba essere rispetto nei confronti dei gruppi di minoranza che da tempo lavorano su questo argomento”.

Per il capogruppo dell’Union Valdôtaine Aurelio Marguerettaz, l’iniziativa della maggioranza punta ad aprire un confronto più ampio: “Le interrogazioni non permettono alcun dibattito: gli interpellanti chiedono e il Governo risponde. Per questo abbiamo proposto una risoluzione che consentisse a tutti i consiglieri di intervenire. L’obiettivo è coinvolgere i soci di Sav Spa attraverso la convocazione di un’assemblea per capire se vi siano altre possibilità di intervento”.

Nel documento depositato dalla maggioranza si evidenzia come i lavori di adeguamento e messa in sicurezza delle due gallerie rappresentino “un’importante attività di ammodernamento di un asse viario strategico” per la Valle d’Aosta. La risoluzione richiama inoltre le forti preoccupazioni espresse dalle amministrazioni comunali, dalle categorie economiche e dalla comunità valdostana per le possibili ricadute sulla viabilità, sui tempi di percorrenza e sull’economia locale.

Secondo quanto riportato nel testo, i lavori — stimati in circa 40 milioni di euro — comporterebbero una chiusura totale e prolungata della tratta per circa 370 giorni, con “inevitabili e rilevanti ripercussioni sulla circolazione e sulla fluidità stradale”.

La risoluzione impegna quindi il presidente della Regione e il Governo regionale a chiedere formalmente, in qualità di socio azionista di Sav Spa, la convocazione immediata di un’assemblea dei soci per approfondire tutte le possibili soluzioni alternative e limitare i disagi per cittadini e imprese, mantenendo almeno parzialmente la viabilità durante il cantiere.

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