Gallerie, il dibattito passa in aula: convocato per il 9 giugno Consiglio straordinario

La convocazione, chiesta dalla minoranza, per martedì 9 giugno dalle 9 alle 13. Nel pomeriggio, dalle 15, è in programma invece la sessione europea e internazionale e la riunione ordinaria.
galleria sorreley
Politica

A due giorni dalla chiusura delle gallerie della SS 27 e dell’A5, prevista per l’11 giugno, il Consiglio regionale si riunirà in via straordinaria per affrontare il tema.
Il Presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi ha risposto alla richiesta di convocazione urgente posta nei giorni scorsi dalla minoranza. Il Consiglio straordinario sarà convocato per martedì 9 giugno dalle ore 9 alle ore 13. Nel pomeriggio, dalle 15, è in programma invece la sessione europea e internazionale e la riunione ordinaria, come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.

Al centro dell’adunanza del mattino si discuterà del tema della chiusura della galleria Côte de Sorreley e Signayes, non attraverso però le interrogazioni e interpellanze già presentate dai gruppi di minoranza e tanto meno attraverso la risoluzione iscritta dalla maggioranza in occasione dell’ultima sessione.

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Chiusura ai Tir durante i lavori? I Comuni dell’Alta Valle del Gran San Bernardo bocciano la proposta Avs

“Nella maggior parte dei comuni valdostani, e non solo nei territori dell’Alta Valle del Gran San Bernardo, molte aziende e società lavorano principalmente con il traffico di mezzi pesanti, attraverso operazioni di sdoganamento, fornitura di materiali delle imprese locali nel vicino Vallese, che garantiscono posti di lavoro e ricadute economiche per le attività commerciali.” A ricordarlo sono le Amministrazioni comunali dell’Alta Valle del Gran San Bernardo rispondendo alla proposta di Avs, inviata con lettera al Pressidenta della Regione, relativa alla chiusura al traffico pesante verso il Traforo del Gran San Bernardo durante i lavori di manutenzione straordinaria delle gallerie di Sorreley e Signayes.

Pur comprendendo il disagio che si creerà nel cuore cittadino, i comuni di Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen ed Etroubles evidenziano come “il contenimento dei fattori di rischio può avvenire anche mediante la limitazione in alcune fasce orarie del passaggio dei TIR, come discusso nelle riunioni del Comitato Operativo Viabilità”.

I comuni dell’Alta Valle del Gran San Bernardo ricordano inoltre come la partecipata regionale, quale la SITRASB, grazie ai circa 30 mila passaggi annui di Tir incassa con i pedaggi un ammontare di circa 3 milioni di euro, “importo che, guardando gli ultimi bilanci approvati, rappresenta una parte considerevole degli incassi totali, che ammontano a 14 milioni 400 mila euro, e che supera gli utili della società (pari a circa 2,7 milioni di euro)”.

Per questo pur apprezzamento lo sforzo di Avs nel voler collaborare con il Governo regionale al fine di trovare delle soluzioni, i comuni di Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen ed Etroubles “ritengono che, in questo caso, la visione sia piuttosto miope”.

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Statale 27, il caso delle gallerie arriva in Parlamento: interrogazione del M5S

27 maggio 2026

La prossima chiusura delle gallerie sulla Statale 27 finisce in Parlamento. Ad annunciare un’interrogazione al Ministro ai trasporti Salvini, per chiedere chiarimenti sullo stato degli accordi con la Svizzera, sulle coperture finanziarie, sul cronoprogramma degli interventi e sul coordinamento previsto per ridurre i disagi sulla rete valdostana, è in una nota  il Movimento 5 Stelle

“Sul traforo del Gran San Bernardo e sulle gallerie della SS 27 e dell’A5 serve una regia nazionale. Il punto politico è questo: la viabilità alpina non può essere trattata come una somma di emergenze locali. È un’infrastruttura strategica per frontalieri, merci, turismo, sicurezza stradale e rapporti tra Italia e Svizzera” scrivono Antonino Iaria, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Trasporti, e la senatrice Elisa Pirro.

“Le tensioni con la Svizzera sui costi e sui ritardi del traforo si sommano alle preoccupazioni emerse in Valle d’Aosta per le chiusure delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes. Le opposizioni regionali hanno chiesto un Consiglio Valle straordinario prima dell’avvio dei cantieri previsto l’11 giugno 2026. Questo dimostra che il problema non è isolato. Manca una visione nazionale sui collegamenti alpini” proseguono i due esponenti del M5S. “Quando si parla di grandi opere il Governo riempie pagine di annunci. Poi sulle infrastrutture esistenti, quelle usate ogni giorno da cittadini e imprese, arrivano ritardi, manutenzioni inseguite in emergenza e incertezze finanziarie. La credibilità dell’Italia passa anche da qui. Dalla capacità di rispettare gli impegni con la Svizzera. Dalla capacità di garantire sicurezza nelle gallerie. Dalla capacità di coordinare Regione, ANAS, concessionari e territorio prima che i problemi esplodano”.

Gallerie chiuse, Avs chiede alla Regione: stop ai Tir in semplice transito ad Aosta

25 maggio

“Istituire il divieto di transito per il traffico pesante internazionale in semplice attraversamento, evitando che il peso della mobilità transfrontaliera ricada in maniera sproporzionata sulla città di Aosta”. A chiederlo con una lettera al presidente della Regione sono i consiglieri regionali del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro. 

La missiva inviata a Renzo Testolin, nelle sue funzioni prefettizie,  chiede l’adozione di provvedimenti straordinari durante il periodo di chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, previsti a partire dall’11 giugno e per un anno.

Il gruppo consiliare ricorda come i lavori comporteranno la deviazione del traffico sulla viabilità ordinaria e urbana di Aosta. “Una situazione particolarmente critica alla luce dei circa 30 mila Tir che ogni anno transitano lungo la direttrice internazionale del Gran San Bernardo, con conseguenze rilevanti sulla sicurezza, sulla mobilità e sulla qualità della vita dei residenti”. scrivono i consiglieri.  Da qui la richiesta di una “valutazione di tutte le misure utili a ridurre i fattori di congestione e di rischio, con particolare riferimento al traffico pesante internazionale che non abbia origine o destinazione in Valle d’Aosta o nel Cantone del Vallese.”

“Fragilità politica del Presidente”, opposizioni all’attacco sulla vicenda delle gallerie

22 maggio 2026

Spente le luci dell’aula del Consiglio regionale, rimangono accese le polemiche.

“Se il Presidente della Regione intende comunque convocare l’assemblea dei soci Sav, non si comprende per quale ragione sia stato necessario presentare una risoluzione consiliare che impegnasse il Presidente a fare ciò che rientra già pienamente nelle sue prerogative e responsabilità istituzionali di socio della società concessionaria”. E’ la domanda implicita che si pongono oggi i gruppi di minoranza.

Ricostruendo quanto accaduto ieri Fratelli d’Italia, Lega Vallée d’Aoste, PD-Federalisti Progressisti VdA, Alleanza Verdi e Sinistra, La Renaissance Valdôtaine, Autonomisti di Centro sottolineano come “questa vicenda evidenzia soprattutto una fragilità politica del Presidente della Regione e della sua maggioranza, che sentono il bisogno di cercare una sorta di legittimazione consiliare per assumere iniziative che dovrebbero essere naturali e immediate di fronte a una questione tanto delicata per il territorio valdostano.”

Sul banco degli imputati finisce la relazione tecnica fatta redarre da Sav. “Dalla documentazione illustrata negli incontri tecnici emerge che la stessa Protezione Civile regionale aveva richiesto una valutazione tecnica indipendente finalizzata a verificare se le soluzioni previste costituissero effettivamente le uniche opzioni possibili. Ed è proprio per questa ragione che sarebbe stato utile, corretto e rispettoso del Consiglio regionale aprire un vero dibattito politico e tecnico in Aula, anziché limitarsi a una operazione costruita nelle ultime ore e poi sottratta al confronto.”

Le opposizioni rilevano, quindi, come nonostante “il carattere tardivo” della risoluzione e “delle informazioni fornite al Consiglio e al territorio”, la stessa abbiano assunto “un atteggiamento responsabile e costruttivo, dichiarandosi disponibili sia all’iscrizione sia alla discussione della risoluzione, a condizione però che venissero preventivamente discusse tre iniziative già depositate dalle opposizioni fin dal 24 aprile scorso, in vista del Consiglio regionale del 5 maggio, dai gruppi Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia e Partito Democratico, tutte riguardanti la medesima vicenda e utili ad arricchire il confronto con ulteriori elementi politici e tecnici”.

La galleria Côte de Sorreley - Foto Google Maps
La galleria Côte de Sorreley – Foto Google Maps

La maggioranza frena sulla chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes: “Servono alternative”

21 maggio

Se il tempo per l’avvio dei lavori nelle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes stringe, si accorcia anche quello politico del presidente della Regione Renzo Testolin. Un nuovo segnale di tensione è arrivato questa sera, in chiusura della seduta del Consiglio Valle, quando la stessa maggioranza ha presentato una risoluzione che impegna lo stesso presidente e il Governo regionale a chiedere formalmente la convocazione immediata di un’assemblea dei soci di Sav Spa.

L’obiettivo dichiarato è approfondire tutte le possibili soluzioni tecniche e organizzative per ridurre la durata della chiusura delle gallerie e scongiurare, ove possibile, l’interruzione totale del traffico durante i lavori.

Nessuna alternativa alla chiusura delle gallerie di Sorreley e Signayes

Una posizione che stride con quanto avvenuto appena tre giorni fa con lo stesso Testolin, seduto al tavolo insieme ai vertici Sav e alla Protezione civile, a spiegare ai sindaci come non vi fossero alternative alla chiusura totale della tratta a partire dall’11 giugno e per circa un anno.

L’iniziativa è arrivata al termine di un’altra giornata politica particolarmente tesa, segnata anche da nuove frizioni sul dossier relativo al limite dei mandati. I consiglieri hanno infatti chiesto di poter visionare tutto il carteggio intercorso tra gli uffici regionali sul tema.

La risoluzione della maggioranza, però, è riuscita soltanto a essere iscritta all’ordine del giorno, prima del termine dei lavori. La richiesta di inversione per discuterla immediatamente non ha trovato l’accordo delle opposizioni, che hanno rivendicato la priorità delle proprie iniziative già depositate sul tema delle gallerie.

“La chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes rischia di mettere in ginocchio la Valle d’Aosta. All’ordine del giorno vi sono tre iniziative ispettive della minoranza già depositate. È fondamentale anteporre questo argomento rispetto a ogni altro”, ha dichiarato il consigliere della Lega Vallée d’Aoste Corrado Bellora.

Sulla stessa linea anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi: “Nessun problema per l’iscrizione della risoluzione della maggioranza, ma crediamo che ci debba essere rispetto nei confronti dei gruppi di minoranza che da tempo lavorano su questo argomento”.

Per il capogruppo dell’Union Valdôtaine Aurelio Marguerettaz, l’iniziativa della maggioranza punta ad aprire un confronto più ampio: “Le interrogazioni non permettono alcun dibattito: gli interpellanti chiedono e il Governo risponde. Per questo abbiamo proposto una risoluzione che consentisse a tutti i consiglieri di intervenire. L’obiettivo è coinvolgere i soci di Sav Spa attraverso la convocazione di un’assemblea per capire se vi siano altre possibilità di intervento”.

Nel documento depositato dalla maggioranza si evidenzia come i lavori di adeguamento e messa in sicurezza delle due gallerie rappresentino “un’importante attività di ammodernamento di un asse viario strategico” per la Valle d’Aosta. La risoluzione richiama inoltre le forti preoccupazioni espresse dalle amministrazioni comunali, dalle categorie economiche e dalla comunità valdostana per le possibili ricadute sulla viabilità, sui tempi di percorrenza e sull’economia locale.

Secondo quanto riportato nel testo, i lavori — stimati in circa 40 milioni di euro — comporterebbero una chiusura totale e prolungata della tratta per circa 370 giorni, con “inevitabili e rilevanti ripercussioni sulla circolazione e sulla fluidità stradale”.

La risoluzione impegna quindi il presidente della Regione e il Governo regionale a chiedere formalmente, in qualità di socio azionista di Sav Spa, la convocazione immediata di un’assemblea dei soci per approfondire tutte le possibili soluzioni alternative e limitare i disagi per cittadini e imprese, mantenendo almeno parzialmente la viabilità durante il cantiere.

3 risposte

  1. Sarebbe anche una bella idea se non fosse che questi qui approfittano di qualsiasi argomento si presenti per attaccare in modo nichilista chi governa, è un atteggiamento che svilisce ogni iniziativa.

  2. Facciamo i conti come quelli che non sanno contare:
    Se sono previsti interventi per la durata di un anno circa a chiusura totale, posso immaginare che se si chiude solo parzialmente la strada di anni ce ne vorranno almeno tre con annessa situazione d’inferno per gli utenti e per le maestranze che eseguono il lavoro.
    È un po’ come il debito pubblico: non si può ridurre senza sofferenza alcuna.

    1. Oltre al fatto, che superando la scadenza del 30 giugno 2027, termine ultimo della messa a norma delle gallerie, lo Stato verrà multato dall’UE, multa che verrà scaricata su Valle d’Aosta e SAV, e sarà obbligato a vietare la circolazione dei mezzi per infrastrutture fuori norma, con la probabile revoca di tutte le autorizzazioni alla circolazione dei mezzi nelle gallerie. Ergo, oltre a dover fare forzatamente lavori di adeguamento delle gallerie con gestione diretta del MIT e pagare sanzioni europee salatissime, si dovrà rifare tutti gli iter autorizzattivi per poter far circolare di nuovo i mezzi: e in quel caso altro che 3 anni di lavori con le soluzioni alternative!!

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