“Prima di tagliare il sociale, si riducano gli sprechi”. La Cisl critica il bilancio regionale

Il sindacato critica il metodo di lavoro, "peggiorato", della Giunta regionale "avendo avuto un solo incontro su macro obiettivi, mente l’anno scorso, seppure da uditori, ne erano stati fatti due".
Riccardo Monzeglio, segretario regionale CISL
Economia

"Ridurre tutti gli sprechi nei vari settori, effettuare una seria spending review e un abbassamento cospicuo dei costi della politica." E’ questa la ricetta della Cisl Valle d’Aosta per far fronte alla riduzione di risorse regionali senza toccare il sociale.  Il Comitato esecutivo nei giorni scorsi ha preso in esame la legge finanziaria regionale.

In particolare la Cisl critica il metodo di lavoro, "peggiorato", della Giunta regionale "avendo avuto un solo incontro su macro obiettivi, mente l’anno scorso, seppure da uditori, ne erano stati fatti due".

E sui tagli operati il sindacato "giudica incomprimibili le spese del sociale, inteso come scuola, sanità e welfare e quindi afferma che se tagli devono essere fatti, questi non devono ricadere sulla quantità e qualità dei servizi dati alle famiglie e sulle persone occupate in questi settori. Già le attività produttive hanno subito forti ridimensionamenti nel bilancio regionale, a partire dalle politiche del lavoro."

La Cisl non risparmia critiche anche alla legge di stabilità del Governo Renzi definendola "una manovra ambiziosa nell’ispirazione, ma non adatta a redistribuire il reddito, visto anche la crisi che attanaglia il paese".

Il sindacato individua alcuni punti fondamentali: "superare le diverse forme contrattuali e superare la precarietà attualmente esistenti, favorendo l’assunzione a tempo indeterminato con incentivi fiscali significativi; avere un sistema universalistico di ammortizzatori sociali, esteso a tutti i lavoratori, con finanziamenti adeguati; messa in sicurezza del territorio, visto i recenti casi nei territori limitrofi alla regione; estendere il bonus 80 euro ai pensionati e rivedere la fascia di reddito con cui è erogato; detassare i premi di produttività, rivedere la tassazione sul Tfr e la previdenza integrativa; sbloccare i contratti del pubblico impiego e non penalizzare i patronati con il taglio delle risorse".

Rivendicazioni che ieri il sindacato ha portato in piazza ad Aosta con lo sciopero generale del pubblico impiego e della scuola e che riproporrà il 4 dicembre. 

 

 

 

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