Marco Ligabue si esibirà per la prima volta in Valle d’Aosta. Il concerto è in programma per le 22 di giovedì 30 luglio prossimo, nell’area verde di località Tzendelabò a Gaby. Se qualcuno pensasse ad un refuso, sappia che non è così. Marco è il fratello di Luciano (di cui coordina sito e fanclub), ma ha sviluppato un percorso musicale autonomo da chitarrista e cantautore, con uno stile più vicino al pop-rock cantautorale, dai testi spesso legati alla quotidianità e all’impegno sociale.
Nella data valdostana, centrale sarà l’album “M.A.P.S. – Manuale Alternativo Per Sentire”, che ha visto una doppia uscita. Il 21 novembre dell’anno scorso in vinile e, una settimana dopo, sulle piattaforme digitali. Un dato che restituisce una concezione della musica che non si discosta dal modo in cui l’ha conosciuta, e vissuta, la generazione degli anni ’70 (i genitori Rina e Giovanni gestivano una balera nel modenese, passione che ha influenzato profondamente entrambi i fratelli Ligabue).
L’album è infatti diviso nei due lati “La Geografia del Mondo Esterno” e “La Geografia Interiore”. Tra i temi affrontati nei nove brani che lo compongono: la connessione con la natura (“Anima in fiamme” e “Il vento dell’estate” sono a simboleggiare la passione e la libertà), l’ecologia e la sostenibilità (“Toc toc ecologico” esorta a riflettere sul nostro impatto sull’ambiente), l’amore e la nostalgia (“Spacca il cielo” e “L’ultima notte”) e la ricerca di sé (“Una vita diversa” e “Sempre tutto bene” chiamano alle direzioni che si possono seguire nella vita).
La conclusiva “Le canzoni inglesi” è dedicata ai ricordi musicali e giovanili dell’artista. Dal 13 febbraio scorso è poi in rotazione sulle radio il singolo “Una vita diversa”, brano in cui l’autore torna sul desiderio di vivere liberamente, senza dover fornire spiegazioni, e rivendica il diritto di gestire il proprio tempo a piacere, sottolineando l’importanza di imparare a perdonarsi.
Classe 1970, Marco Ligabue – dopo le esperienze degli anni ’90 con i Bluson Noir e Little Taver & His Crazy Alligators – nel 2001 ha fondato i Rio, band pop-rock emiliana, cui contribuiva come chitarrista e autore. Dopo quattro album con il gruppo, nel 2012 decide di dedicarsi alla carriera solista. Il debutto a suo nome è del 2013, con l’album, registrato in California, “Mare Dentro” (preceduto dal singolo “Ogni piccola pazzia”). Seguono “L.U.C.I. – Le uniche cose importanti” (2015), “Il mistero del DNA” (2017) e “Tra via Emilia e blue jeans” (2020), raccolta che ripercorre il suo percorso artistico.
Nel 2021, per i tipi di Pendragon, è uscito anche il suo primo libro, eloquentemente intitolato “Salutami tuo fratello – cronache spettinate di un rocker emiliano”, affiancato anche ad iniziative nelle scuole su legalità e bullismo. Come sa bene chi lo segue sui social, buona parte della sua attività artistica è dal vivo, con numerosi concerti in tutta Italia (ha oltre 550 live all’attivo, tra cui anche un duetto a sorpresa con il fratello in occasione del Campovolo 2022), prediligendo una dimensione “da piazza”, quasi un “musicista di strada 2.0”. Lo spirito con cui arriverà a Gaby l’ultimo giorno di luglio.
