Chamois diviene caso di studio al “Forum Acusticum 2023”

L’assenza di circolazione automobilistica del comune è alla base delle rilevazioni effettuate da tecnici Arpa e docenti universitari nell’ambito della pubblicazione “Remarks on the harmonica index from its application in specific environments”.
Ambiente

Sono stati l’assenza di traffico veicolare e i conseguenti livelli più bassi di inquinamento acustico che contraddistinguono Chamois a convincere i tecnici Arpa Filippo Berlier e Christian Tibone a presentare il comune come caso di studio al “Forum Acusticum 2023”. Durante il convegno, i due valdostani hanno potuto raccontare al pubblico di esperti presenti i risultati delle proprie ricerche, alcuni dei quali sintetizzati nella pubblicazione “Remarks on the harmonica index from its application in specific environments”.

La direttiva europea in materia di inquinamento acustico

Secondo quanto reso noto dall’Agenzia europea per l’ambiente nel marzo del 2021, l’inquinamento acustico è a oggi molto elevato in tutta Europa. Questo accade in modo particolare nelle aree urbane, dove il persistente traffico veicolare espone mediamente almeno un cittadino su cinque a livelli di rumore dannosi per la sua salute. Al fine di arginare tale problematica, la Direttiva europea per la determinazione e la gestione del rumore ambientale punta a identificare alcune “aree di quiete” che permettano ai fruitori un ristoro dall’esposizione ai suoni più dannosi.

“Le normative italiana ed europea prevedono sia di effettuare misurazioni negli ambienti cittadini sia di effettuare studi in zone più remote dove quantificare e preservare a bassi livelli il clima acustico – spiega Tibone -. La Valle d’Aosta ha di per sé già recepito tali misure, facendo in modo che ogni singolo comune provvedesse a posizionare correttamente i vari territori nelle classi acustiche che maggiormente permettono la loro tutela”.

Entro il 2025, l’Unione europea ha peraltro domandato ai vari Paesi membri di individuare aree di quiete di campagna o di montagna, zone di riposo che richiedono di essere preservate come tali nell’immediato futuro. Non si tratta di luoghi completamente silenziosi bensì di luoghi per loro definizione “calmi” nonostante la presenza di suoni piacevoli come quelli emessi dagli animali (biofonia) o dall’ambiente circostante (geofonia). Risultando accessibili e sempre aperte al pubblico, essi possono peraltro fungere da volano per un turismo maggiormente ecosostenibile.

Il ruolo di Chamois

“Sin dalla sua istituzione, Arpa VdA si occupa di effettuare monitoraggi sia negli ambienti urbani sia nelle aree più lontane di campagna e montagna – chiarifica ancora Tibone -. Gli approfondimenti sul comune di Chamois risalgono già a qualche anno fa nell’ambito della tesi di uno studente del Politecnico di Torino, incaricato di caratterizzare acusticamente sia il paese sia Cervinia”.

Basandosi proprio su tale scritto e sui risultati ottenuti, i tecnici dell’agenzia valdostana hanno elaborato la tematica in maniera più specifica, presentandone i risultati sia al “Forum Acusticum 2023” sia all’interno di alcuni articoli che prossimamente verranno pubblicati su apposite riviste scientifiche.

“Remarks on the harmonica index from its application in specific environments” è uno degli articoli che fanno seguito agli studi su Chamois ed stato scritto a più mani da Berlier e Tibone con la collaborazione dell’ingegnere Giovanni Brambilla del Dipartimento di scienze della terra e dell’ambiente dell’Università degli studi Milano-Bicocca e del professore Antonino Di Bella del Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Padova.

I ricercatori hanno analizzato una doppia fonte di dati acustici, l’una acquisita a Chamois, unico comune italiano raggiungibile soltanto a piedi o in bici o comunque attraverso la funivia del fondovalle, e l’altra acquisita invece a Venezia, località turistica nota per il rilevante traffico di battelli e navi nei suoi canali. Per fare ciò essi hanno applicato il cosiddetto “Indice Harmonica”, il quale ha tuttavia restituito loro valori non calibrati sul territorio di montagna.

Di qui la necessità di un adattamento scientifico e tecnico dell’indice, nato per il rumore del traffico veicolare in ambiente urbano e perciò utilizzabile in maniera limitata in aree naturali dove gli eventi sonori sono prodotti da sorgenti differenti dalle automobili. Inoltre, gli esperti sottolineano che tali rumori, “distinguibili dal contesto naturale e presenti nei vari periodi dell’anno a seguito delle diverse attività antropiche”, potrebbero risultare funzionali “a valutare la percezione e la reazione dell’uomo al loro manifestarsi in contesti rurali e montani”.

Il “Forum Acusticum 2023”

Il “Forum Acusticum 2023” è un convegno internazionale a cadenza triennale quest’anno ospitato tra lunedì 11 e venerdì 15 settembre dal Politecnico di Torino. Organizzato dall’Associazione italiana di acustica per conto della più ampia Associazione europea di acustica, l’appuntamento ha coinvolto esperti da tutto il mondo spingendoli a condividere e approfondire conoscenze e competenze nel comparto dell’acustica: a essere trattate sono state sia tematiche più tradizionali quali acustica degli edifici e degli ambienti interni, acustica ambientale e bioacustica sia tematiche più attuali quali valutazione del paesaggio sonoro, psicoacustica o intelligenza artificiale.

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