Lo stambecco alpino non entrerà nell’elenco delle specie cacciabili.
La decisione arriva da un dietrofront maturato nelle Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura del Senato, che lo scorso 13 maggio avevano aperto alla possibilità di includerlo tra le specie cacciabili nel contesto della riforma della legge 157/92 sulla fauna selvatica e l’attività venatoria.
Forti erano state le reazioni da parte di forze politiche e associazioni ambientaliste, che avevano definito la misura un grave arretramento nella tutela della biodiversità.
Il dibattito che ne è seguito ha spinto lo stesso ministro Lollobrigida a intervenire, orientando la maggioranza verso l’esclusione dello stambecco dall’elenco delle specie cacciabili previsto dagli emendamenti alla legge.
A tirare un sospiro di sollievo è il presidente del Parco Nazionale del Gran Paradiso che, come dimostra lo stesso logo, è il cuore della conservazione dello stambecco in Italia. È proprio in quest’area infatti che la specie, ridotta a pochissimi esemplari nell’Ottocento, fu salvata dall’estinzione.
“Siamo molto contenti”, dichiara a La Sentinella del Canavese il presidente Mauro Durbano, “soprattutto perché ha prevalso il rigore scientifico. La gestione venatoria dello stambecco non è sostenibile. Non solo a causa della scarsa variabilità genetica della specie in quest’area, ma anche perché oggi gli stambecchi stanno dimostrando una certa sensibilità al cambiamento climatico. Il Parco è il luogo di elezione della ricerca e questa decisione ha tenuto in considerazione la scienza”.
La Regione Valle d’Aosta aveva già avviato valutazioni sul tema, predisponendo una bozza di norma da sottoporre alla Commissione paritetica per inserire lo stambecco tra le specie cacciabili nella legge regionale 64/1994.
Ora che a livello nazionale è arrivato il passo indietro, resta da vedere se anche nel nostro territorio, dove negli ultimi anni si è registrato un picco di circa 4.000 esemplari, verrà confermata la stessa direzione.

Lo stambecco verso l’elenco delle specie cacciabili: via libera in commissione al Senato all’emendamento al Ddl Malan
13 maggio di Silvia Savoye
Lo stambecco potrebbe a breve entrare fra le specie cacciabili. Le commissioni riunite Ambiente ed Agricoltura del Senato hanno dato il via libera oggi, mercoledì 13 maggio, ad alcuni emendamenti della maggioranza sul testo finale della riforma della legge 157/92, il Ddl Malan, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. Il testo, che sarà ora trasmesso all’aula di Palazzo Madama, inserisce lo stambecco fra le specie cacciabili, fino ad oggi invece protetta.
A denunciarlo è in una nota la Lac, la lega abolizione caccia. “Inoltre verrebbe inserita tra le specie cacciabili anche la rara oca selvatica, oggi protetta. Il lupo viene cancellato dall’elenco delle specie particolarmente protette. – spiega in una nota la Lac – Ma l’elenco degli orrori della riforma “sparatutto” della caccia italiana, promossa da tutti i capigruppo di maggioranza in Senato, è lunghissimo, e spazia dall’apertura della caccia nelle foreste demaniali, alla presenza dei cacciatori nel demanio marittimo, alla massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, all’apertura dell’attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati.”
Per la lega abolizione caccia il senso generale delle modifiche è di “dilatare in modo esasperato giorni, modalità e luoghi di caccia, realizzando una pressione venatoria assolutamente insostenibile per i residui ecosistemi naturali ed agricoli italiani. ” L’auspicio di Lac è che non si arrivi alla votazione al Senato.
Nei mesi scorsi l’Assessora all’Agricoltura Girod aveva spiegato come in attesa della riforma della legge da parte del Parlamento, la Valle d’Aosta aveva iniziato lo studio di una norma di attuazione per inserire lo stambecco fra le specie cacciabili.

7 risposte
[cit.] “se proprio dovete sparare ad un uccello… sparate al vostro”
Cari signori che commentate delle informazioni di parte senza alcuna verifica, vi invito a visionare il testo delle modifiche sul sito della Camera https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/AG0048.pdf e poi ad impostare la discussione su criteri scientifici oggettivi, quali la gestione faunistica agroforestale ottimale del nostro territorio nel quale, grazie al buonismo degli ultimi decenni, diverse specie alloctone hanno invaso le nicchie ecologiche di nostre specie autoctone decimandole (es: scoiattolo grigio vs scoiattolo rosso europeo) e dove specie infestanti (es: corvidi, piccioni torraioli, cinghiali, lupi, volpi, ecc.) hanno scalzato o massacrato numerose specie di uccelli ed altri animali, impoverendo il territorio nel suo complesso. Solo i cacciatori (gli unici che ci mettono i soldi che poi sono utilizzati per i piani di ripopolamento) mantengono un controllo ed una cura del territorio (es: lotta alla PSA), agendo peraltro in un contesto iperregolato, dove, spesso, tornano a fine giornata a casa con carnieri vuoti. Quindi, prima documentatevi, e poi la vostra opinione acquisirà maggior valore!
Nessuna popolazione rimane invariata nel tempo, quindi l’idea di mantenerla tale è già di per sé antiscientifica. Se consideriamo anche i cambiamenti climatico è normale che la fauna nella nostra regione, come ovunque, cambierà negli anni.
L’unica cosa sarebbe lasciare gestire la cosa alla natura, se c’è disponibilità di cibo una specie prospera, se le condizioni non sono favorevoli regredisce.
È l’uomo la variabile impazzita del sistema
Quando ho detto che governo era in stato confusionale non mi sbagliavo, osservazione confermata.
I cacciatori, tanto per fare un esempio, hanno introdotto il cinghiale dall’est molto più grossi di quelli nostrani, che fanno disastri nei campi anche da noi in Valle dove non esistevano. Per non parlare di quelli di frodo, dei bracconieri di quelli che sparano a tutto ciò che si muove, ecc. ecc. L’ultima boutade è che i cacciatori salvaguardano fauna e territorio, magari riempiendolo di cartucce di plastica e sparando vicino alle case. Brutta razza.
Facile sparare agli animali indifesi, da vigliacchi. Conigli frustrati, imbracciate un fucile in un conflitto vero, ad armi pari tra esseri umani, poi ne riparliamo. Vergogna.
ma sì, dai uccidiamo tutti, caccia libera, così potrò passeggiare per i sentieri senza timori… sabato sono stato aggredito da un merlo acquaiolo e da un topo quercino! attimi di paura! Fortunatamente potrò contare su valorosi eroi che mi difenderanno… peccato che a volte sbagliano mira e si ammazzano e si feriscono tra di loro! Andate a sparare dove altri vi posso sparare… il mondo è pieno di guerre, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Codardi!
Cosa non si fa per il consenso elettorale! Quante sedute saranno necessarie per decidere da quanti metri di distanza potranno essere uccisi? Tre metri o quattro metri per gli stambecchi meno confidenti?
Le idee sballate di una maggiornaza inetta e in stato confusionale.