Gignod, serviranno 4,3 milioni di euro per completare Maison Caravex

La Giunta regionale ha approvato ieri, lunedì 17 ottobre, lo studio di fattibilità tecnico-economica che prevede di destinare parte dell’edificio di Gignod a deposito visitabile di alcune collezioni della Sovrintendenza per i beni e le attività culturali.
Maison Caravex a Gignod
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Maison Caravex diverrà la sede espositiva e di ricerca di alcune collezioni non in mostra della Sovrintendenza per i beni e le attività culturali. Grazie a un investimento di oltre 4 milioni di euro – approvato dalla Giunta regionale ieri, lunedì 17 ottobre, in correlazione con il progetto di fattibilità tecnica ed economica degli interventi in programma – il completamento dei lavori all’interno della struttura di nuova realizzazione inserita nell’area è oramai sempre più vicino.

I prossimi passi

Dopo l’accordo tra l’assessorato Finanze, innovazione, opere pubbliche e del territorio e l’assessorato Beni culturali, turismo, sport e commercio, la Sovrintendenza regionale è stata identificata quale struttura responsabile dell’espletamento delle successive fasi progettuali, della realizzazione dei lavori e del reperimento delle somme necessarie.

Come sottolineato dall’assessore Jean-Pierre Guichardaz, “la definitiva destinazione di Maison Caravex consentirà di dare una risposta alla sempre più pressante esigenza dell’ente gestore di trovare spazi per il deposito e lo studio delle numerose opere d’arte possedute”.

Un percorso complesso

Sarà invece rinviata a una successiva deliberazione di Giunta la definizione delle procedure per la stesura del nuovo accordo di programma tra Regione e Comune di Gignod.

“Riavviamo oggi un iter interrotto nel 2007 finalizzato a completare gli interventi e a rendere finalmente fruibile l’edificio – evidenzia l’assessore Carlo Marzi -. Grazie ai passaggi successivi, sarà possibile stralciare anche questo immobile dall’elenco degli interventi incompiuti, come peraltro già fatto con la riattivazione dell’aerostazione dell’Aeroporto Corrado Gex, in modo che la nostra regione non compaia più nell’elenco-anagrafe delle opere incompiute tenuto dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile”.

La storia di Maison Caravex

L’idea di ampliare e restaurare l’edificio e l’intenzione di adibirlo a sede di museo etnografico prendono ufficialmente vita già tra la fine degli Anni Novanta e i primi Anni Duemila. A seguito di una serie di inciampi tra cui sospensioni e riprese dei lavori nonché contenziosi e nuove nomine, il progetto trasla nella primavera del 2010 nelle mani dell’Istitut valdôtain de l’artisanat de tradition, procedendo, tra il 2012 e il 2017, nella direzione della rifunzionalizzazione e dell’allestimento dei primi spazi espositivi all’interno della casaforte in adiacenza ai locali interessati dall’intervento. Negli anni seguenti non è soltanto la funzione del plesso a mutare da polo museale a deposito visitabile di collezioni patrimoniali regionali bensì anche, nel giugno del 2020, progettazione e realizzazione dell’iniziativa stessa, ambedue passate nelle mani della Sovrintendenza ai beni e alle attività culturali della Regione. Sospesi i termini contrattuali nel dicembre del 2021 in attesa di confronto con i referenti delle strutture coinvolte, il programma pensato per Maison Caravex riprende nel maggio del 2022 dopo un opportuno incontro tra i suoi principali attori e si trova, a oggi, pronto per il completamento della sua struttura di nuova realizzazione inserita nell’area comunale.

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