Lo spirito è quello collaborativo, data la posta in gioco. Non può mancare il cahier des doléances – da un lato – ma neanche l’apertura per trovare delle soluzioni. Nella prima Commissione “Sviluppo economico e culturale” di Aosta si parla di commercio. Ed il tema – affrontato con le associazioni di categoria in audizione – è complesso. Parecchio.
Confcommercio Valle d’Aosta e Confesercenti Valle d’Aosta hanno idee diverse ma problemi comuni. Così come comuni sono alcune richieste e alcune proposte da avanzare all’Amministrazione cittadina.
Il punto di partenza ha un nome preciso: desertificazione. “La nostra regione è la prima in classifica per negozi sfitti – ha spiegato in aula Amina Bodro, vicepresidente di Confcommercio –. E senza un’adeguata rigenerazione urbana sparirà un quinto degli esercizi entro 2035. Le cause sono varie: la crescita insufficiente dei consumi interni, il cambiamento dei comportamenti di spesa dei consumatori con l’evoluzione che c’è stata e che continuerà, le tecnologie digitali ed i fattori territoriali”.
Ma, oltre a questo, Bodro spiega: “Chiediamo al Comune interventi urgenti e ci proponiamo come partner, chiediamo di ragionare attivamente sulla destagionalizzazione perché abbiamo investito sul periodo estivo e invernale, ma il problema è che le attività hanno difficoltà nel trovare personale, e in alcuni periodi non riescono ad erogare i servizi e quindi chiudono la propria attività”.
Non solo: “Chiediamo alle Regione di aggiornare la normativa sul commercio, che da 25 anni non risponde più alle esigenze attuali”, ma anche la riattivazione dei locali sfitti: “Riusciamo a ragionare su canoni calmierati ed il recupero locali vuoti? Diamoci un appuntamento con dei tavoli di lavoro fissi”.
Il problema della grande distribuzione
Un problema nel problema è quello della grande distribuzione: “L’unico comune che ha avuto una visione è stato Nus, che nel Piano regolatore ha deciso che le grandi superfici lì non ci andranno – ha detto invece il presidente di Confesercenti VdA Fabrizio Pan –. Infatti, hanno due ferramenta, ma anche panettieri, macellai. Invece, tranne a La Salle, da Sarre a Courmayeur non c’è più una macelleria. E i panettieri? Possiamo continuare”.
Insomma, “bisogna avere sempre una visione, ma deve anche essere ‘messa a terra’ altrimenti non si risolve nulla – ha aggiunto Pan –. Aprire grandi centri commerciali significa la distruzione sociale di un comune”.
Un posto per i giovani
Altra questione sul tavolo riguarda le nuove generazioni. Il Presidente Confesercenti, infatti, spiega: “Si può calmierare l’affitto, mettere esenzioni alla Tari, sull’acqua e per l’occupazione di suolo pubblico per gli under40 che vogliono aprire una nuova attività che non sia per forza somministrazione. Perché ci sono artigiani, dal legno all’idraulica alla falegnameria cui si può trovare un laboratorio espositivo, anche in cooperativa, creando loro un piano di sostenibilità. Così aiutiamo i ragazzi”.
Una soluzione, dice ancora Pan, potrebbe essere nell’installazione di chioschi: “Al quartiere Dora, al quartiere Cogne e in piazza Mazzini mettiamo un chiosco che diamo in gestione a ragazzi di trent’anni. Abbiamo la necessità di farli entrare nel mondo, come i ragazzi che escono dalle scuole di falegnameria, di idraulica. Dobbiamo sostenerli”.
Il nodo dei parcheggi
Inevitabilmente, molte istanze si concentrano sui parcheggi di Aosta. “Non è per la pista ciclabile – mette le mani avanti Bodro –, anche se solo in via Festaz abbiamo perso 80 parcheggi. Non suggeriamo lo smantellamento, assolutamente no, ma occorrono soluzioni alternative. Una buona può essere un parcheggio sotto lo stadio Puchoz. Senza rinunciare al verde, ma dando vero servizio primario. Sappiamo che è complicato scavare ad Aosta, ma dobbiamo un trovare sistema ben sapendo che si tratta di investimenti importanti”.
Sulla stessa linea Confesercenti: “I parcheggi dovrebbero essere fatti con una visione a lungo termine, ad esempio con uno sotterraneo in piazza Mazzini. Oppure nell’area verde vicino alla Cidac – aggiunge Pan –. Se i turisti devono venire ad Aosta e girare a vuoto per cercare un posto auto si scoccia e poi va in un centro commerciale. Aosta deve essere accessibile, ma bisogna pensarci adesso”.
Questione che, da un punto di vista meno strettamente commerciale, è toccata anche da Confartigianato, con la vicedirettrice Patrizia Marcigaglia: “Il parcheggio, secondo me, è il più importante”.
“Poter parcheggiare nella zona dello stadio darebbe anche al martedì quella ‘spinta’ ad acquistare sia al mercato degli ambulanti in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, sia al mercato coperto”, ha detto invece Daniele Cova, coordinatore per Coldiretti di Campagna amica.
Una nota più critica
Sebbene dica di parlare “dal punto di vista tecnico”, il direttore di Confcommercio Adriano Valieri ha più di qualche sassolino nella scarpa da togliersi: “I commercianti si sono sempre resi disponibili per rendere migliore la città, abbiamo abbellito i dehors, li teniamo puliti, spaliamo la neve. Ma cosa fa il Comune? Volevamo organizzare un’iniziativa sotto i portici del Municipio e mi sono vergognato”.
“Sono due anni che chiediamo al Comune di lavorare assieme sui dehors – aggiunge –. In dieci anni avremo mandato 30 o 40 Pec con delle proposte. Non abbiamo avuto nessuna risposta”. Poi, Valieri punta ad altro. Ovvero, agli investimenti previsti dal Pnrr: “C’è stata una voce a favore del commercio? Parliamo di milioni e milioni di euro e non c’è stata una rigenerazione per favorire aree con aziende del commercio, ma solo in aree residenziali. Iniziamo a pensare o no che il commercio rende viva una città?”.
Insomma, “ci auguriamo che questa Amministrazione, mensilmente, convochi un tavolo di lavoro con un punto alla volta, cercando di risolverlo – chiude il Direttore Confcommercio –. Che sia la pulizia ed il decoro, i rifiuti o l’illuminazione. Basta andare di sera all’Arco di Augusto: è buio da fare paura. E per fortuna siamo una città sicura, altrimenti non oserei immaginare”.
Una nota più morbida
Chi ha meno problemi è Coldiretti Valle d’Aosta. Anche se il mercato coperto resta un tema annoso: “L’idea è quella di cercare di renderlo sempre più un polo attrattivo, come avviene in alcune grandi città, con una parte più agricola avviene come adesso ma, dall’altra parte, serve quella un po’ più commerciale. Riuscire a far rivivere l’altra sezione del mercato, oggi in difficoltà, magari con l’aiuto dei commercianti, sarebbe un grosso passo avanti”.
Al riguardo, il rappresentante Coldiretti dice che “stiamo lavorando perché gli esercenti possano venire a prendere lì i prodotti delle aziende agricole a chilometro zero. Questo è l’auspicio. Ma abbiamo altre difficoltà, come la necessità di rivedere l’accesso per i disabili”.
Il ritorno della Commissione speciale?
Gli ingredienti nel calderone molti. Ora bisogna capire quali risposte possano essere date. Da un lato, soprattutto quello tecnico, il funzionario comunale Carlo Venturella annuncia un lavoro sui vari regolamenti ormai da aggiornare.
Dall’altro serve la parte politica. “Emerge come sia urgente fare qualcosa – ha spiegato Giovanni Girardini, La Renaissance –. Quanto è stato detto sono esattamente contenuti di vent’anni di mozioni in questo Consiglio. Vent’anni di mozioni non ascoltate, di tentativi di mettere mano a regolamenti chilometrici che non hanno mai visto la luce o sono diventati obsoleti in pochi mesi”.
Poi, Girardini – che la Commissione speciale l’ha anche presieduta ma oggi non scalpita certo di farne parte, o almeno così ha detto – si rivolge alle associazioni stesse: “Sareste disposti a lavorare con noi se riuscissimo a convincere la Giunta ad istituire una Commissione speciale per lavorare su questi temi – ha chiesto –? Vent’anni fa era stata creata, ma il documento non fu mai messo in atto. Oggi sarebbe obsoleto perché tante cose sono cambiate. Però, non possiamo pensare di aspettare sei mesi o un anno per costituire un tavolo di lavoro per poi trovare soluzioni tra cinque anni. È urgente trovarle ora”.
Sponda raccolta dai banchi della maggioranza e da Giorgio Giovinazzo, consigliere di Pour l’Autonomie e presidente della seconda Commissione: “I problemi trasversali emersi sono i parcheggi, prima di tutto, il decoro urbano ed i regolamenti. L’auspicio è che la sinergia tra associazioni di categoria e pubblica amministrazione possa prendere davvero forma e generare risultati che tutti speriamo: evitare la desertificazione commerciale, sempre più evidente. Riprendo l’idea di una Commissione speciale che si occupi di questa tematica”.

Una risposta
Spesso i proprietari dei negozi del centro chiedono affitti spropositati e piuttosto di abbassarli tengono chiuso. Molti di loro, inoltre, non hanno nemmeno il buon gusto di rivestire con qualche foglio di carta le vetrine, che lasciano in vista materiali accatastati all’interno e che col passare del tempo diventano sempre più sporche, contribuendo così a un’immagine di degrado e mancando di rispetto agli altri commercianti.