Rincari energetici, adeguamenti contrattuali: i comuni fanno i conti per il personale

Il Celva ha chiesto ai comuni una ricognizione sul costo del personale da consegnare in Regione. "Se dei 6 milioni finanziati 5 servono per pagare le spese, il personale e gli arretrati, si rischia un ‘saldo zero’", ha detto il presidente dei sindaci Micheletto.
Cda Celva
Comuni

Una ricognizione per definire nel dettaglio i costi del personale degli enti locali valdostani, da presentare poi in Regione. Il motivo? Il rischio che tra aumenti dell’energia elettrica, spese di riscaldamento e adeguamenti contrattuali, il prossimo anno le casse dei comuni vadano in sofferenza.

La questione è emersa oggi durante l’assemblea del Celva, il Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta. “Siamo in trattativa con i sindacati anche per i Responsabili di servizio – ha detto il presidente, e sindaco di Hône, Alex Micheletto – Vogliamo illustrare correttamente all’Amministrazione regionale il fabbisogno degli enti locali e serve unafotografiadi come sia cambiata la spesa”.

Infatti, aggiunge il presidente Celva, “se dei sei milioni finanziati dalla Regione cinque servono per pagare le spese, il personale e gli arretrati, queste somme rischiano di essere un saldo zero’. E, a parità di risorse, vogliamo analizzare come sia maturata la spesa del personale per i comuni”.

“Abbiamo detto chiaramente ai sindacati che con queste indennità si dovranno fare dei ragionamenti sul 2025 – ha aggiunto -. Non abbiamo le risorse economiche per mantenere questi standard. Ad esempio, chi vorrebbe nominare un secondo Responsabile non potrà, perché 15mila euro di parte corrente in più nei bilanci non ci sono”.

Questione nella questione, che tocca la vexata quaestio degli avanzi di amministrazione. “Ogni comune ha delle ragioni valide per avere avanzi – ha detto sempre il presidente Celva -. Ma sarebbe opportuno specificare il perché, giusto per evitare strumentalizzazioni in sede consiliare”. Riferimento, affatto velato, ad un tema annoso in Consiglio Valle, dove si punta spesso il dito sulla presunta “incapacità di spesa” degli enti locali.

“La Regione, in realtà, fa quello che vorremmo fare noi: decide ciò di cui ha bisogno e stanzia le risorse che le servono – chiude Micheletto -. Noi non possiamo: prima definiamo le risorse, poi capiamo dove metterle e quindi se possiamo incaricare un solo responsabile, nessuno o uno diviso tra due enti. Da parte della Regione non c’è questo problema perché ragionano in maniera opposta. Infatti, il bilancio è il loro e se servono 100 funzionari Ppr mettono le risorse. Vediamo come finirà il 2024 tra aumenti e nuove indennità e quale sarà la spesa complessiva rispetto agli anni scorsi, poi si trarranno le valutazioni”.

Una risposta

  1. spese di riscaldamento… sarebbe interessante sapere le temperature impostate negli uffici, mi è capitato di vedere termostati a 24°C.. poi mancano i soldi per pagare

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