Sabato 29 marzo il parco Puchoz aprirà al pubblico. Anche se “parco” – come da progetto di fattibilità tecnico/economica – ancora non è, sarà utilizzabile come area verde pubblica.
A comunicarlo, oggi in Consiglio comunale, il sindaco di Aosta Gianni Nuti: “Da sabato il parco Puchoz sarà aperto a tutti, dal mattino alla sera, e potrà essere fruito da tutta la popolazione come un’area verde”.
L’opposizione contro il progetto
La discussione nasce dalla delibera di variante non sostanziale al progetto che “scalda” gli animi in aula. Dall’opposizione piovono critiche: “Riteniamo questa delibera una delle peggiori di questa amministrazione, forse la peggiore in assoluto – ha detto il consigliere Bruno Giordano (della Lega, già contraria alla trasformazione del “Puchoz” in parco) –. È raffazzonata, lo è per i costi che comporta e perché non si vede dove si voglia andare. Si vuole fare troppo, non si capisce cosa sia predominante. Non ci asterremo ma voteremo contro questa proposta di deliberazione. È un danno grosso che facciamo alla città, sia dal punto di vista economico, sia per la concezione realizzativa di questo progetto”.
Sulla stessa linea Paolo Laurencet, capogruppo di Forza Italia: “Il nostro voto sarà contrario – ha detto –. La destinazione a parco non era incompatibile con il calcio e avevamo più volte indicato come si potesse andare in questa direzione. Oggi rimane una ‘cattedrale nel deserto’ che si sta svalutando, mentre dall’altra parte c’è un progetto costoso di cui non si sapranno i futuri costi di manutenzione. Ad Aosta ci si sposta di poco e si trovano molte aree verdi mentre qui si è sperperato solo tanto denaro”.
D’accordo anche Giovanni Girardini, capogruppo de La Renaissance, che annuncia il voto contrario partendo da un’ammissione: “Aveva un progetto simile, come idea – ha spiegato riferito al proprio programma elettorale –. Ma riteniamo che ascoltare la città, anche quando ci si è espressi su una scelta importante, e scoprirne il tanto disagio obblighi chi propone una scelta a rivederla e tornare parzialmente indietro, cercando di andare incontro alle idee e desideri che cittadini hanno espresso”.
La maggioranza difende la sua scelta
Se per Corrado Cometto, assessore ai Lavori pubblici, “spiace si veda così un’iniziativa che migliora un pezzo di città e vuole dare un nuovo parco nell’ambito urbano, un polmone di svago e anche di sport”, la situazione dalla maggioranza viene definita chiara.
“Il progetto preliminare definisce come sarà l’area – dice ancora Cometto –: sarà un parco, ci sarà la sistemazione delle vie attorno con particolare riferimento a via Garibaldi che ora ha mezzo marciapiede e dopo ne avrà due, uno dei quali ciclopedonale e che si aggancia alla rete. Andranno via tutti i muri, si potrà vedere il verde anche da piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, il tennis verrà completamente rinnovato e ridotto, e ci sarà una realizzazione in lotti funzionali per l’area verde, le tribune, gli elementi collaterali per le attività sportive ed il bike park”.
Nuti aggiunge: “Mi lascia stupito l’affermazione di Girardini. Abbiamo condiviso la stessa visione della città sulla trasformazione del Puchoz in parco e stupisce abbia percepito un tale disagio da voler tornare indietro su decisione presa. Siamo partiti dal presupposto che parte del verde pubblico era deficitaria. Abbiamo cercato di creare uno spazio verde, anche attrezzato parzialmente, per andare verso una ridefinizione degli spazi in modo moderno e polivalente. Per noi, l’idea di città è chiara anche su quella zona. E l’abbiamo perseguita in maniera coerente, senza sprechi di nessun tipo”.
Una risposta
Egregio sig. Cometto.
Da cittadino ritengo che restituire alla città un’area finora chiusa alla fruizione del pubblico sia un atto altamente qualificante per l’amministrazione che l’ha promossa e per i singoli che l’hanno sostenuta.
Il danno grosso alla città lo fanno quegli amministratori che credono di conoscere il volere dei cittadini o coloro che sanno sempre che cosa sia più conveniente per tutti senza sentire il parere di alcuno.